Un piccolo “esercito” a difesa dei platani

I rappresentanti del comitato "SalvaGallarate" sono tornati in piazza Risorgimento questa mattina (mercoledì 14 agosto) per bloccare i lavori. Anche la Lega al fianco dei manifestanti

Prosegue  la querelle sui lavori di piazza Risorgimento, a Gallarate. La protesta del Comitato per la salvaguardia della città, che da tempo si batte contro i lavori voluti dalla giunta guidata da Nicola Mucci, ha raggiunto il culmine con l’occupazione del cantiere presente nella piazza. A scatenare la rabbia del comitato e degli ambientalisti è la previsione dell’abbattimento dei vecchi platani. Fino ad ora sono quattro gli alberi caduti sotto i colpi della motosega
Sul posto, oltre alle forze dell’ordine, ieri, 13 agosto, c’erano anche i tecnici dell’Asl e dell’Ispettorato del lavoro che hanno momentaneamente sospeso i lavori per alcune irregolarità del cantiere. «Si tratta – spiega l’assessore ai lavori pubblici Simeoni – di uno stop temporaneo dovuto al fatto che uno dei lavoratori, seppur in regola, non risultava in carico alla ditta appaltatrice. Così hanno sospeso i lavori che domattina (oggi, 14 agosto) alle 8 riprenderanno regolarmente. Sono esterrefatto dal comportamento di questi manifestanti, tra cui anche alcuni consiglieri comunali, portati fuori a braccia dalle forze dell’ordine. Il piano dei lavori in piazza Risorgimento lo abbiamo discusso ben settanta volte, in consiglio e in commissione».
E puntuali questa mattina alle 8 i manifestanti si sono ripresentati in piazza. Riaperto il cantiere i lavori sono ripresi e così il taglio delle piante. Situazione attentamente vigilata dagli agenti dalla Polizia di Gallarate che mantengono l’ordine pubblico.

Alle ore 11 i lavori sono stati nuovamente interrotti.
I manifestanti, con l’appoggio di gente comune, hanno occupato la zona impedendo ai mezzi di proseguire il taglio degli alberi. I platani sono in tutto 58, 49 dei quali andranno "sacrificati": tre sono già stati abbattuti. La situazione continua ad essere sotto controllo anche se non sono mancati momenti di tensione: sono state tagliate le gomme a due camion dell’impresa che ha in appalto i lavori e sono "misteriosamente" sparite le chiavi di alcuni mezzi. Gli operai hanno quindi sospeso l’intervento e hanno deciso di provare a recintare un’altra area.

Cinzia Colombo,
consigliere comunale di Rifondazione Comunista, e portavoce dei manifestanti si è recata in Comune per chiedere di visionare tutta al documentazione relativa al progetto di Piazza Risorgimento, ma i responsabili dell’Ufficio Tecnico non erano in sede e quindi non è stato possibile accedere agli atti.

In piazza al fianco del gruppo ambientalista anche i rappresentanti del gruppo consiliare della Lega Nord, Roberto Borgo, Antonio Trecate, Matteo Ciampoli: "E’ ora di finirla con questo modus operandi. Mucci e questa giunta non possono prendere decisioni così importanti sulla testa delle persone e senza ascoltare i cittadini. Questa opera serve solo per i centri commerciali".

Tanti, come si diceva, i cittadini che hanno aderito alla contestazione in maniera "spontanea".
Domenica Laface, architetto, nata a Gallarate abita a Genova da diverso tempo ed è in città per trovare alcuni parenti. Quando ha visto cosa stava accadendo si è fermata per dare solidarietà ai manifestanti: "Io ho vissuto a Gallarate per vent’anni e poi per motivi di studio e lavoro sono andata a Genova. Io questa piazza me la ricordo da sempre, era la parte più fresca della città, e noi ci riparavamo all’ombra prima di andare a fare la spesa alla vecchia Standa. Ricordo che qui c’era anche un chiosco di gelati e noi bambini facevamo una tappa quotidiana". 
 
(seguono aggiornamenti)

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Pubblicato il 14 Agosto 2007
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