Dopo 37 anni Arancia Meccanica debutta in tv
Un film di Kubrick che parla di violenza giovanile, bandito per lungo tempo dal piccolo schermo. Martedì sera la sua prima volta, che sembrerà troppo attuale
36 anni: tanto è servito per vedere per la prima volta sulla tv generalista italiana "Arancia Meccanica", la pellicola shock di Stanley Kubrick. All’epoca del suo debutto nelle sale il film, che è ancora oggi un pugno nello stomaco efficace, venne ostacolato da buona parte della critica (osannato dalla restante), tanto che lo stesso regista si convinse a tagliare i 30 secondi più crudi. Nel Regno Unito il film fu sostanzialmente vietato e di difficile reperimento per almeno 27 anni.
La storia è quella di Alex, un ragazzo violento come la società in cui vive. Purtroppo molte scene presentate nel lontano 1971 sembrano sostanzialmente un servizio giornalistico di profonda attualità nel 2007. Fa quindi notizia scoprire che, questa sera, il film farà il suo debutto in televisione. Ancora relegata in seconda serata, comprensibilmente, e sul canale generalista meno potente: l’appuntamento, comunque, è martedì alle 22:30 su La7.
A precedere il film, lo speciale «La meccanica dell’arancia», condotto dal regista Alex Infascelli con interviste inedite alla moglie di Kubrick Cristiane, a Jan Harlan – assistente di produzione di «Arancia meccanica» e in seguito produttore esecutivo di tutti i film di Kubrick – al protagonista del film, Malcom Mcdowell e ad Anthony Burgess, autore del libro «A Clockwork Orange» da cui il film è tratto.
Nonostante la crudezza delle immagini, chi non vuole perdere un capitolo prezioso di storia del cinema dovrebbe sintonizzarsi. Altri, invece, ne potranno approfittare per recuperare i ricordi di quando lo vide per la prima volta. Come il critico Roy Menarini, che ha affermato: "Ne conservo il ricordo di un film che, essendo nato nell’anno della sua uscita, ho potuto vedere tardi e mai, fino a ora, in Tv. Quindi è stata una ricerca clandestina, da affamato di cinema, su supporti strani e variegati. E quando l’ho visto, dopo una prima perplessità vista l’aura di violenza e pornografia che lo circondava, ho capito che non era lo shock ciò che contava uanto la filigrana del discorso filosofico, la grandezza della riflessione umana, l’enormità della scommessa visiva, iconografica, artistica".
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