Il vino dei Ronchi si fa anche con il Syrah
Ma saranno "Igt" anche altre varietà di uva da tempo coltivate nel varesotto: sono nove, dallo Chardonnay al Reasling
È iniziata con una buona notizia per i viticoltori varesini ma anche con un salto nel passato per molti cittadini angeresi, l’edizione 2007 del "Lago di vino". La rassegna, che per tutto il week end ha puntato i riflettori sulla tradizione agricola angerese, ha preso il via venerdì 21 settembre con un incontro dedicato al passato, al presente e al futuro della coltivazione vitivinicola varesina. Un passato che risale alla Preistoria raccontato dall’archeologa Giovanna Marini, un presente fatto dal recente riconoscimento del marchio di qualità Igt e un futuro di successo auspicato dai coltivatori e dai rappresentanti delle associazioni di categoria.
Il convegno che ha aperto la manifestazione, ospitato nella sala consiliare del comune di Angera e presentato dal sindaco della cittadina Vittorio Ponti, è stata inoltre l’occasione per lanciare un’importante novità per i coltivatori della vite del Varesotto. Saverio Aloisio, della direzione generale per l’agricoltura della Regione Lombardia ha annunciato l’aggiornamento, con decreto del 21 settembre, dell’elenco delle varietà di vitigni coltivabili in provincia di Varese per la produzione di vino IGT dei Ronchi Varesini. È stata così accolta la domanda di iscrizione avanzata il 20 luglio scorso dalla Coldiretti di Varese, di nuove varietà di uva da vino coltivate in provincia. Si tratta in particolare dello Chardonnay, del Bussanello, dell’Erbaluce, del Malvasia di Candia, del Trebbiano toscano, dello Syrah (o Shiraz ), dell’Uva rara, del Vespolina e del Riesling italico.
«Questi vitigni – spiega Ignazio Bonacina della Coldiretti di Varese – sono presenti tradizionalmente nei nostri vigneti ma mai iscritti prima di oggi nel Registro Nazionale delle varietà di vite coltivabili nel territorio della Regione Lombardia per la provincia di Varese. Per questo motivo non potevano essere citati nel disciplinare di produzione inserito nel decreto di riconoscimento della IGT (Indicazione Geografica Tipica) dei vini “Ronchi varesini” del 21 ottobre 2005».
Oltre a quelli varesini, tra il pubblico e tra i relatori, erano presenti anche dei rappresentanti delle associazioni agricole piemontesi e svizzere. A loro in particolare è stata rivolta la proposta, presentata dal presidente della Coldiretti Claudio Vallini, di lanciare al più presto un progetto Interreg che partendo proprio dal vino possa valorizzare tutti i prodotti tipici dei territori affacciati sul Verbano.
Il Lago di Vino è stato inoltre l’occasione per riscoprire delle tradizioni quasi dimenticate. Come quella della sfilata dei carri ispirati alla vendemmia. Carri che domenica 23 sono tornati lungo le vie della cittadina per rispolverare la competizione più popolare del settembre angerese. Alla Sagra dell’uva degli anni Cinquanta e Sessanta è stato dedicato infine un dvd con le foto e i filmati girati in quegli anni da Giuseppe Ponti e Adriano Barboni. Il progetto di recupero di quelle immagini, a cura di Nello Grossi e Nadia Contini, si è concluso con la realizzazione di un Dvd in vendita in biblioteca e negli uffici comunali.
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