Alberi di Natale e natura: istruzioni per l’uso

Meglio un albero sintetico o un vero abete? Come decorare le piante? Come ripiantarle? Ecco i consigli del Corpo Forestale

La tradizione dell’abete decorato con nastri e sfere natalizie è forse uno degli aspetti più caratteristici, e familiari, del Natale. Fino a qualche anno fa, però, diversi difensori della natura si stracciavano le vesti scontrandosi con questa pratica, visto che in molti tagliavano gli abeti, li portavano in casa e poi, una volta fatto il loro uso, li lasciavano morire o far legna.

Da qui la "moda" degli alberi sintetici: sempre più belli, non perdono troppi aghi, non sono troppo costosi e non sono vivi, quindi eticamente giustificabili. Giusto? No, contrordine. Il Corpo Forestale dello Stato, infatti, ora consiglia di acquistare abeti naturali piuttosto che quelli artificiali. Il perchè è presto detto:  l’acquisto di un abete, infatti, non essendo prelevato in natura, non solo sostiene un’attività vivaistica di montagna garantendo la presenza dell’uomo in zone ad alto rischio di spopolamento, ma limita la già preoccupante produzione di materiale plastico.

In una logica di educazione ambientale, inoltre, l’albero di Natale “in vaso” diventa testimone di un insegnamento della natura e cioè che nulla si distrugge, ma tutto si trasforma. Ovviamente se acquistiamo un abete vivo, tale dovrà rimanere anche dopo il sei gennaio, dobbiamo quindi provvedere a curarlo e ripiantarlo.

Per tutto il periodo delle feste natalizie le piante selvatiche sono sottoposte a maggiori condizioni di stress. Proprio per questo è importante seguire alcune fondamentali regole del Corpo forestale dello Stato per la loro cura. Se la presenza dei tagliandini di certificazione garantisce la salvaguardia dei nostri boschi, la sopravvivenza delle piante acquistate presso i vivai è affidata alle nostre attenzioni. Infatti, durante le feste vengono appesantite dagli addobbi natalizi e sottoposte allo stress di temperature elevate, terricci inadatti e aria troppo secca dovuta ai riscaldamenti domestici.

E’ consigliabile, in questo caso, evitare addobbi pesanti per non spezzare i rami e non usare sostanze decorative che intacchino la superficie delle foglie, come la neve artificiale e gli spray coloranti; in più, durante il periodo di permanenza in casa, le radici della pianta devono essere mantenute costantemente umide. Nel caso degli alberi senza radici, è importante riporli in recipienti pieni di acqua tiepida, ad una temperatura di circa 30°, che ne agevolerà l’assorbimento. E’ necessario, inoltre, sistemare le piante in un luogo luminoso, fresco, lontano da qualsiasi fonte di calore e al riparo da correnti d’aria. Terminato il periodo natalizio gli alberi con radici possono essere posizionati all’esterno, sui balconi, o possono essere piantati nei giardini, ricordando che si tratta di piante che possono crescere fino a 15-20 metri e che le loro possibilità di sopravvivenza sono legate, oltre che alle condizioni vegetative della pianta, anche a quelle climatiche che devono essere appropriate alla specie.

Gli abeti, ad esempio, hanno bisogno di una determinata altitudine (almeno oltre i 1000 metri) e di zone fitoclimatiche particolari: piantarli nel giardino di casa o sul terrazzo potrebbe provocare un’inutile sofferenza a queste piante già stressate dal caldo, dagli addobbi e dalla mancanza di luce. In particolar modo l’abete rosso, che è la specie maggiormente usata come albero di Natale, deve essere utilizzato in modo corretto, quindi non per il rimboschimento, ma come pianta da giardino. E’, infatti, un albero spontaneo che cresce solo sull’arco alpino e in alcune “isole” dell’Appennino tosco-emiliano e piantarlo fuori da queste zone significherebbe creare problemi di inquinamento genetico.

Nel caso in cui non si abbia la possibilità di piantare l’albero, si consiglia di donarlo ai centri di raccolta indicati dai vivaisti o dai Comuni che provvederanno al recupero della pianta. Dagli alberi ormai inutilizzabili viene ricavato il legno, mentre le piante in migliori condizioni vegetative vengono trasportate e trapiantate in luoghi idonei al loro attecchimento. Perchè il Natale deve essere una festa per tutti, anche per la natura.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 29 Novembre 2007
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