Alcool, locali e divieti: un rapporto difficile

Il convegno sulle nuove normative si è svolto alla sala Monti della sede Ascom di Varese

Le nuove leggi che regolamentano l’uso dell’alcool nei locali pubblici sono proibizioniste? Di fronte a cambiamenti legislativi  che potrebbero cambiare le abitudini degli italiani in cerca di divertimento, questa è una delle principali domande che si sono posti i rappresentanti dei pubblici esercizi di Ascom nel pomeriggio del 14 novembre 2007.

Il punto di partenza è “Una legge che limita fortissimamente e e indiscriminatamente il consumo di alcoolici, che lede la libertà personale e l’iniziativa economica” secondo ciò che spiega l’avvocato Ghiringhelli, legale dell’associazione. Che cntiene una norma – quell che vieta ai locali di intrattenimento di servire alcolici dopo le due – che dovrebbe proteggere, come tutte le altre, i cittadini, ma che sta sul crinale della libertà di esercitare da una parte la professione e dall’altra i propri diritti personali. E che, secondo gli esercenti, per di più: "Crea norme rigide, che però lo Stato pretende siano controllate dagli esercenti – sottolinea Giordano Ferrarese, presidente del gruppo risotratori –  Ma noi non siamo  vigilantes. Noi siamo agguerriti nel rifiutare questo ruolo”.

Del resto: “La norma che prevede di non servire alcool nei locali di intrattenimento dopo le due di notte, di fatto non colpisce i locali del centro città, che alle due dovrebbero chiudere, ma solo le discoteche. Cioè un numero esiguo di locali – ammette Anotella Zambelli, fiduciaria Fipe, la federazione dei pubblici esercizi di Confcommercio – Questo inasprimento di sanzioni non educa il cittadino, ma complica solo la vita di chi gli alcool li serve, del tutto lecitamente. Per questo raccogliamo pareri di chi questi provvedimenti li subisce, per capire come ricorrere contro le ingiustizie e le disparità di trattamento”.

Disparità che chi degli esercenti cerca di seguire le leggi avverte in maniera netta: a provarlo una delle domande arrivate dal pubblico partecipante. “Perché io devo smettere alle due di vendere alcool e poi il ragazzo che esce dalla discoteca compra l’alcool dal camionicino davanti a me, che può venderlo tutta notte?”. Chiede un signore. E quella semplice domanda fa vacillare la sbandierata equità di una normativa che sarebbe stata pensata, fin dalla sua nascita, a favore del cittadino.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 15 Novembre 2007
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