Giunta, ferri corti ma nessuna rottura
Ieri sera An e Udc hanno votato contro la variazione di bilancio voluta dalla giunta
Fontana non si dimette. Lega e Forza Italia continueranno a governare ma il sindaco vuole revocare le deleghe agli assessori di An e Udc, in giunta, in particolare Salvatore Giordano (An) e Gregorio Navarro (Udc). Il sindaco si è consultato con la giunta e con i consiglieri di maggioranza, ma nel pomeriggio non ha preso una decisione drastica. Si dice che la revoca delle deleghe agli assessori ribelli sia già pronta ma che prima di agire il sindaco attenda un via libera a livello politico superiore. Ieri, il primo cittadino ha parlato per telefono con Umberto Bossi, ma alla fine non se l’è sentita di scaricare gli alleati.
Lo strappo c’è stato, ma la scenario è un dejà vu e la conclusione, finché il patto Bossi Berlusconi sarà infrangibile, per molti è scontata: si dovranno sopportare a vicenda, ancora per un po’. Ieri sera An e Udc hanno votato contro la giunta sulla variazione di bilancio che destina 120mila euro alle iniziative di natale. Ma oggi dicono che si sentono parte della maggioranza. Il risultato, per loro, è stato raggiunto; hanno lanciato un avvertimento che lascia il segno: avete bisogno di noi. Detto questo, ora possono tranquillamente esprimere stima verso il primo cittadino che, ieri sera, hanno di fatto messo all’angolo.
Fontana è battagliero: “Se almeno dicessero quali sono i veri motivi sarebbe tutto più chiaro – spiega – invece si nascondono dietro una variazione di bilancio”. Per il vicesindaco Giampaolo Ermolli “è cambiato poco o nulla rispetto alla crisi di marzo, siamo di fronte a una sceneggiata napoletana che dietro ha altre motivazioni. Le dicano”.
Tra i motivi di scontro c’è anche il piano del territorio. Ma non solo. Che vi sia una lotta di potere, ad esempio, dietro alle partecipate non è un mistero per nessuno. Ci sono, tanto per dire, i posti nei consigli di amministrazione, che si dimezzeranno per effetto del decreto tagliasprechi. L’asse Fontana-Ermolli, sindaco e vicesindaco, vuole fare le nomine prima del 25 novembre, giorno del congresso di Forza Italia, mentre gli alleati minori chiedono di aspettare. Ma l’assetto provinciale di tutte le società pubbliche è un affare molto più complesso che fa litigare da tempo i capi dei partiti. Va infine ricordato che anche la procura della repubblica di Varese sta indagando su alcune questioni che riguardano proprio quel mondo anche se le indagini sono coperte da riserbo.
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