Tutto pronto per l’esordio dei C.O.D.E.
Da cover band degli svizzeri "GottHard" i sei varesini si ripropongono con un repertorio pronto a sfidare le leggi del mercato musicale. Sabato 24 al Circolando
Sono tutti varesini e hanno alle spalle un importante passato musicale. Dopo anni trascorsi a riproporre le canzoni del più celebre gruppo rock elvetico, i GottHard, i C.O.D.E. si vestono di nuovo e sono pronti a intraprendere un altro cammino musicale.
Raggiunta la piena maturità artistica, "Pino" Rizzitelli (chitarra solista), "Ronnie" Alberti (Voce), "Walt" Borrelli (tastiere), "Matt" (chitarra ritmica), "Pippo" Maggi (batteria), e "Roby" Anfuso (basso) riuniscono le esperienze passate comuni, le idee musicali affini e danno origine ad una miscela esplosiva di rock puro, efficace, pronto a penetrare nelle orecchie degli ascoltatori e mai banale e scontato.
Abbandonata la scia della "First Cover Band" dei Gotthard e ottenuta la stima di musicisti come Leo Leoni e Steve Lee, i cinque varesini hanno dato il via ad un progetto tutto loro, volto a cerare musica nuova, estratta dal proprio cilindro e pronta a sfidare le leggi del mercato musicale.
Il loro concerto d’esordio si terrà sabato 24 novembre al Circolando di Laveno Mombello e si preannuncia già come un grande evento.
"Abbiamo la consapevolezza di aver registrato un album dalle sonorità avvolgenti e siamo pronti a stupire- dice Walter Borrelli, il tastierista; questa sarà la “prima“ ufficiale e siamo ansiosi di sapere come risponderà il pubblico; in realtà non abbiamo ancora un nome per il primo album ma crediamo che proprio dalla serata lavenese potremmo avere lo spunto per trovare il nome più adeguato".
Alla domanda sulla scelta del nome "C.O.D.E.", Walter risponde: «Ognuno di noi ha portato idee, stili, tecniche e gusti assai diversi ma che siamo riusciti a forgiare insieme creando un tutt’uno con l’idea comune di rock; non abbiamo una definizione per indicare il nostro sound: spetterà proprio all’ascoltatore trovare il "codice" per individuarlo, la chiave per decodificare la musica che gli arriverà all’orecchio».
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