Un nuovo sistema per non perdere i bagagli
Sea, società che gestisce gli scali milanesi e Lab#ID, laboratorio sull’utilizzo dei sistemi RFId dell’Università Liuc Carlo Cattaneo di Castellanza hanno siglato un accordo
Obiettivo: non perdere i bagagli. Sea, società che gestisce gli scali milanesi e Lab#ID, laboratorio sull’utilizzo dei sistemi RFId dell’Università Liuc Carlo Cattaneo di Castellanza hanno siglato un accordo per valutare sul campo e indirizzare in modo strategico l’impiego della tecnologia Radio Frequency Identification in aeroporto.
L’attività sarà in particolare concentrata sull’impianto di gestione dei bagagli al Terminal 2, dove è stato installato un sistema RFId per rendere efficiente lo smistamento dei bagagli, consentendo la tracciabilità del singolo bagaglio per tutta la durata del suo viaggio, dal check-in all’imbarco e, in prospettiva, alla riconsegna. Grazie all’RFId, in qualsiasi momento ciascun bagaglio potrà essere infatti rintracciato e identificato all’interno dell’impianto, stabilendone inoltre contestualmente la destinazione.
E’ già stata completata l’installazione dei sistemi di lettura RFId, e presso alcuni banchi di check-in sono state collocate stampanti per le “etichette intelligenti”, che insieme con l’usuale codice a barre includono un tag RFId. Questo doppio sistema di identificazione consente di aumentare l’affidabilità dell’identificazione dei bagagli, la logica del cui processo di movimentazione non viene modificata: una volta etichettati, i bagagli sono convogliati nell’impianto di smistamento, dove sono stati posizionati in serie i sistemi di lettura per codici a barre e per tag RFId.
Il sistema RFId viene dunque impiegato in affiancamento all’attuale sistema di codifica dei bagagli, basato su codici a barre, con il doppio obiettivo di aumentare da subito le prestazioni del sistema di identificazione automatica e, nello stesso tempo, di sperimentare la nuova tecnologia senza ridurre l’affidabilità, e quindi la qualità del servizio, del sistema.
Le prove dell’intero sistema, iniziate nel mese di ottobre, saranno completate durante i prossimi mesi con la collaborazione e la supervisione di Lab#ID, il laboratorio sui sistemi RFId dell’Università Carlo Cattaneo – LIUC di Castellanza. I ricercatori del laboratorio valuteranno le prestazioni complessive del nuovo sistema di identificazione e analizzeranno le eventuali criticità che dovessero presentarsi nel processo di lettura dei tag, affiancando il personale di Sea nella gestione del test pilota e nella determinazione dei suoi risultati. Ciò consentirà non solo di ottimizzare le prestazioni del sistema al Terminal 2, ma anche di stabilire le specifiche di progetto e formalizzare i requisiti funzionali e tecnici per l’implementazione su più ampia scala di un sistema RFId nella gestione dei bagagli.
I benefici attesi da subito sono quelli derivanti della maggiore accuratezza e velocità di lettura dei sistemi RFId rispetto a quelli basati su codici a barre, un obiettivo importante per lo scalo milanese e per le sue performance. Il nuovo sistema sarà valutato specificamente nella sua capacità di ridurre il problema della ricodifica manuale. A causa di codici a barre che per varie ragioni non sono leggibili, attualmente circa il 15% dei bagagli non riesce a essere identificato in modo automatico, e deve essere quindi gestito manualmente dagli addetti di Sea, un’operazione costosa e che comunque rallenta il processo di smistamento. Una riduzione significativa di questa percentuale – obiettivo del progetto è di arrivare a un valore inferiore al 3% dei bagagli da ricodificare manualmente – si tradurrebbe in un incremento di performance operativa e quindi in un migliore servizio per i passeggeri. Ci si può attendere una riduzione dei tempi di trattamento e del numero di bagagli non imbarcati, oltre a un importante miglioramento sulla sicurezza aeroportuale.
La tecnologia RFId in questo ambito specifico è già stata adottata da alcuni importanti aeroporti, Las Vegas e Hong Kong in particolare: Malpensa è il primo scalo europeo ad avere un sistema completo e destinato a tutte le compagnie, mentre altri scali come Heathrow, Charles de Gaulle e Schipol stanno effettuando test pilota per esplorare la possibilità offerte dai sistemi RFId per la gestione dei bagagli. Per un prossimo futuro si prospetta uno scenario di cooperazione tra aeroporti per una gestione di “identificazione globale” dei bagagli mediante RFId, con la stessa Associazione Internazionale per il Trasporto Aereo (Iata) che si sta facendo promotrice dell’utilizzo di tale tecnologia, come strumento per rendere ancora più efficiente e sicura la gestione dei bagagli.La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
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