Urbanistica, “il Partito Democratico batta un colpo”

Città ApertA invita gli esponenti locali del PD a riflettere sulla riqualificazione del centro, ribadendo il giudizio negativo sui progetti in discussione

Riceviamo e pubblichiamo

(Lettera aperta, da leggersi non come un attacco al PD, ma come un appello a riflettere sulla propria storia e a confrontare le posizioni di ieri e quelle di oggi di fronte ai problemi in discussione)

Compagni e amici del Partito Democratico, il Sindaco ha acquisito alla città un nuovo primato: non s’era mai visto un sindaco tacciare di “ignoranti e mentitori” i cittadini che non la pensano come lui – neanche l’iracondo sindaco milanese Albertini era arrivato a tanto – e voi che fate?

Il Partito della partecipazione, il partito del rinnovamento della politica, il partito dal quale ci aspettiamo che riporti almeno in superficie i valori più alti, a Busto ha perso qualsiasi capacità di reazione? Non ha niente da dire? Anzi va fiero dei riconoscimenti che il Sindaco di tanto in tanto gli elargisce per un non meglio identificato spirito di collaborazione? Voi siete l’opposizione, il vostro compito è quello di fare proposte alternative agli orientamenti della maggioranza, che parte sempre o quasi sempre da premesse che con il centrosinistra non hanno niente a che vedere. Finora qualche voce di dissenso si è ascoltata, ma guarda caso non proveniente dal centrosinistra ma da qualche isolata individualità della stessa maggioranza.

La città è governata da una classe politica che sta portando a termine la cancellazione della sua storia urbanistica – cancellazione ribattezzata “riqualificazione” – ; che sta radendo al suolo tutto ciò che può costituire ostacolo o anche solo causa di ritardo alla speculazione edilizia; che ha in serbo un progetto di demolizione delle aree ospedaliere di Gallarate e Busto, per lasciare libero campo alla più sfrenata speculazione che si sia mai vista in provincia di Varese; e il Partito Democratico è colto da afasia?

Ma almeno i compagni che vengono da lontano, dal PCI, dal PDS, dai DS, quelli che un tempo affollavano le sale cinematografiche dove si proiettavano i film di denuncia di Francesco Rosi, di Damiano Damiani e via dicendo; quelli che almeno un racconto di Calvino l’avevano letto, dal titolo “La speculazione edilizia”, in cui un vecchio militante di nome Masera invita un amico nei guai: “Vieni a discutere con noi una sera: vogliamo fare tutta un’azione per combattere le speculazioni, calmierare le aree, far rispettare i regolamenti…Non si può mica continuare ad accettare tutto quel che sta succedendo adesso, questi imbrogli… Ci si può battere… Si può fare molto…”; almeno questi compagni troveranno le parole per abbozzare un minimo di protesta?

Eppure non occorrerebbe nemmeno risalire tanto a ritroso nel tempo, qualche segnale alternativo c’era stato; è successo qualcosa alla memoria di qualche “graduato” del partito?

Come restare zitti di fronte alla dichiarazione dell’ineffabile Speroni, “che i parcheggi si fanno in centro”, senza specificare che il centro dove loro vogliono si concretizzi quel capolavoro è nientepopodimeno che il centro storico, che non si riqualifica abbandonandolo agli appetiti dei privati, ma restituendogli la dignità di un tempo.

Compagni e amici del PD, vi invitiamo a rispondere a queste semplici domande: intendete collaborare con la maggioranza (per quali ragioni?) o avete qualcosa di alternativo da proporre? Pensate che il referendum sia un momento di partecipazione o no? Se sì, perché non lo sostenete?

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Pubblicato il 18 Dicembre 2007
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