Darwin Day, la parola agli atei
Dopo le recenti vicende di cui è stata protagonista l'Università La Sapienza sta per essere inaugurato in tutta Europa il giorno dedicato alla teoria dell'evoluzione
Giulio Lanzavecchia, professore emerito dell’Università dell’Insubria di Varese, terrà il 12 febbraio, alle 21.15, nell’Aula Magna dell’Università di Varese, in Via Dunant 3, una conferenza – ad ingresso gratuito – dal titolo "Il Darwinismo tra scienza religione e politica".
Il professor Lanzavecchia, è stato, fino al 2000, Preside della Facoltà di scienze matematiche, fisiche e naturali; per le sue ricerche sull’ultrastruttura cellulare gli fu conferito nel 1982 il Premio Feltrinelli dell’Accademia dei Lincei.
Il tema affrontato è sicuramente caldo, come dimostra la recente vicenda avvenuta all’Università La Sapienza di Roma.
Dopo la conferenza tutti i presenti saranno invitati a partecipare ad una discussione aperta sul tema.
Ad organizzare l’evento è stata l’UAAR di Varese ("Unione Atei") che come associazione di promozione sociale propone e promuove eventi a favore della tolleranza e della laicità dello stato. I Darwin Day sono organizzati in tutta Europa dalle tutte le associazioni umano-etiche, con identiche finalità.
"Parlare dei problemi che il Darwinismo suscita nel mondo laico e religioso, e della sua ricaduta nel contesto politico, presuppone la conoscenza di cosa è realmente la teoria dell’evoluzione, e di cosa si intende per Scienza. Ma questa condizione essenziale raramente si verifica. È necessario quindi premettere, prima di ogni possibile discussione, alcuni elementi di chiarezza, e definire, sia pure in modo elementare, il significato di alcuni termini essenziali, quali Evoluzione, Caso o Casualità, Adattamento e Scienza, definendone i limiti".
"La guerra attualmente promossa dai creazionisti o dai sostenitori del disegno intelligente – continua Lanzavecchia – è, come tutte le guerre, assolutamente insensata, e si fonda solo su di una mancanza di conoscenze dei fenomeni e dei problemi scientifici in discussione, e può essere facilmente composta rinunciando all’ignoranza dogmatica. Più pericolose sono le ripercussioni di tipo politico, che si basano per lo più su calcoli di opportunismo elettorale ondivago, senza alcun legame con una qualsiasi ideologia culturale".
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