Per un fisco a misura di genitori
Al museo del tessile, un incontro che illustra le incongruenze della attuale tassazione famigliare
“Meno tasse per chi ha figli – Mettiamoci una firma” è lo slogan creato per la campagna di raccolta firme che sarà presentata, giovedì 28 febbraio 2008 alle ore 21 presso il Museo del Tessile di Busto Arsizio, durante la serata “Per un figlio a misura di Famiglia”.
Relatore sarà Pietro Boffi dell’Ufficio Culturale Forum delle Associazioni familiari di Milano. Anche il Cav-Centro di Aiuto alla Vita- di Busto Arsizio, convinto della bontà e del sostegno che ne avrebbero le future mamme, aderisce all’iniziativa che illustra nella nostra zona la raccolta la raccolta di firme nelle piazze bustocche e nella Valle Olona.
Le famiglie italiane con figli a carico, infatti, subiscono oggi la pressione fiscale più pesante in Europa senza ricevere in cambio adeguate prestazioni sociali. Ecco quindi almeno 5 buoni motivi per far sentire forte la propria voce, per dare un futuro alle famiglie italiane e al Paese, dopo aver messo a tema oltre la sovranità della persona anche quella della famiglia.
1° Un diritto-dovere costituzionale. “Mantenere, istruire ed educare i figli e dovere dei genitori…” prevede l’art. 30 della nostra Costituzione mentre l’art. 31 prevede che “La Repubblica agevola con misure economiche la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi…”. L’attuale legislazione è contro la nostra Costituzione: A parità di reddito percepito chi ha carichi familiari deve pagare meno tasse di chi non ne ha!
2° La vera questione fiscale. Per il sistema fiscale italiano avere o no carichi fiscali è praticamente irrilevante, diversamente dalla maggioranza degli altri stati europei dove il loro riconoscimento è cospicuo, stabile, duraturo e riconosciuto a tutti.
3° Il Portale d’ingresso. Riconoscere l’effettiva consistenza dei carichi familiari è il portale d’ingresso di ogni politica familiare. Senza il riconoscimento iniziale della centralità della famiglia nella cura e nell’educazione dei figli, tutti i provvedimenti diventano una corsa affannosa, e quasi sempre improduttiva, per tentare di restituire alla famiglia qualcosa di quanto già precedentemente prelevato.
4° A misura di famiglia. Quello che il Forum oggi chiede è molto semplice ed è facilmente e immediatamente attuabile: dal reddito percepito va dedotta una quota pari al reale costo minimo di mantenimento di ogni persona a carico, indicativamente potrebbe essere pari al minimo vitale.
5° Per una equità orizzontale. In diversi Paesi Europei il riconoscimento dei costi per il mantenimento dei figli riguarda tutte le classi di reddito. In Italia, invece, il trattamento cambia secondo la soglia di reddito. Chi ad esempio ha un reddito di 40.000 € e vive solo è benestante. Viceversa chi, con lo stesso importo, vive con moglie e due o tre figli a carico non lo è altrettanto e ha diritto di vedersi dedotte le spese del loro mantenimento. I figli non sono un bene privato ma le future generazioni del Paese.
Alcuni esempi di incongruenze fiscali: se un lavoratore con un reddito di 25.000 € spende per mantenere due figli mediamente 16.000 € l’anno, potrà usufruire di un risparmio di imposta di circa 1.000 €, se la stessa cifra la versa nelle casse di un partito il risparmio sale a 3.000 € ! 2° Esempio: La tassazione europea di un reddito di 25.000 € prodotto da un lavoratore con moglie e 2 figli a carico: In Francia paga 50 euro, in Germania 750, in Italia 1.725! Servono altri commenti?
Promotori dell’iniziativa: Decanato di Busto A., Gruppo Familiare Parrocchia SS Apostoli, Associazione Genitori “Per la libertà di Educazione”, ACLI-Associazione Cristiane Lavoratori Italiani, Associazione “Alecrim”,Cav-Centro di Aiuto alla Vita, Comunione e Liberazione, Fondazione S. Giacomo”, Comunità”Marco Riva”, Associazione “Famiglie per l’Accoglienza”, Piccola Cooperativa Sociale “F: Ricci”, SIDEF-Sindacato delle Famiglie, Società Cooperativa “Nicolò Rezzara”.
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