IntegrAZIONE: il valore dello scambio e il dono della differenza
La redazione dell'Associazione La Finestra spiega perchè la diversità è un valore e non motivo di pregiudizio
Cos’è la diversità? Se ci fermassimo a fare questa domanda a persone di età diverse, molto probabilmente risponderebbero: disabilità, tossicodipendenza, immigrazione; creando così delle categorie a parte all’interno della società.
In realtà “diversità” è l’insieme delle caratteristiche che differenziano ogni persona: visibili (maschio/femmina, colore degli occhi..) e invisibili (carattere, gusti personali..). Chi può dire il contrario? La diversità appartiene a tutti, così come tutti hanno gli stessi diritti (ad es. il lavoro) e doveri (ad es. il rispetto delle leggi).
Troppo spesso però ce ne dimentichiamo poiché risulta più facile sottolineare in negativo le caratteristiche altrui che ci mettono più in difficoltà e che facciamo fatica ad accettare. In effetti vediamo ogni giorno quanto sia più semplice accogliere ed apprezzare chi è simile a noi proprio per il nostro naturale bisogno di riconoscerci ed avere un’identità. Tuttavia non bisogna assolutamente dimenticare l’importanza di imparare a costruire legami anche con chi ci mette più in discussione, chi fa barcollare le nostre certezze.
E’ solo aprendosi al dialogo che si può scoprire la bellezza dello scambio di opinioni ed esperienze che permette di conoscere gli altri e averne rispetto.. Si, ma come si fa?
Noi, come gruppo “La Finestra”, nel nostro piccolo proviamo a interagire e comunicare sul territorio con diverse fasce di età (bambini, ragazzi, anziani) per condividere le differenti realtà con l’obiettivo di un arricchimento reciproco.
Ad esempio, alcuni di noi hanno partecipato a progetti destinati alla scuola elementare per aiutare i bambini (con musica, favole e giochi) a capire che siamo tutti diversi e che anche chi ha limiti fisici o intellettivi ha delle risorse uniche da donare agli altri.
Questo è stato possibile anche grazie alla Legge sull’Integrazione Scolastica entrata in vigore nel 1977. Questa ha permesso alle persone diversamente abili di frequentare le scuole pubbliche con l’affiancamento di insegnanti di sostegno, abbandonando cosi le cosiddette “scuole speciali” che rafforzavano le idee di discriminazione ed emarginazione.
Integrazione quindi con il significato di aggiungere, arricchire l’esperienza del gruppo.
Secondo noi è importante partire dall’età scolare per “seminare” questa idea, affinché i bambini crescendo la possano trasmettere attraverso le azioni di ogni giorno.
Così arriviamo ad un’altra nostra esperienza: quella con i ragazzi delle scuole superiori presso lo “Sportello del volontariato” di Varese. Qui ci siamo fatti conoscere raccontandoci e poi provando a coinvolgerli con esperienze dirette. Ad esempio camminare bendati per la stanza, prima soli poi accompagnati da noi, con lo scopo di provare l’esperienza di vivere senza vedere.
La risposta è stata un misto di stupore, imbarazzo e paura ma alla fine con la nostra presenza il timore si è trasformato in fiducia e sicurezza. In fondo la nostra speranza è quella di stimolare anche solo la curiosità per il mondo del volontariato, che può essere una buona occasione per costruire nuovi positivi legami.
Come ultima esperienza citiamo la consegna a domicilio della spesa agli anziani in difficoltà (Progetto “Due mani in più”): l’obiettivo è dare un sostegno concreto evitando loro una fatica ma anche diminuire la loro solitudine chiacchierando un po’!
Vorremmo davvero abbattere (ma non è per niente semplice) il grande pregiudizio che la persona disabile debba essere sempre aiutata e non possa mai aiutare.
..e vorremmo dimostrare che le differenze, se conosciute e accolte, possono essere considerate non più con diffidenza limite alla comunicazione ma come
valore (ogni vita ha un senso, nessuno è sbagliato)
risorsa (ognuno ha caratteristiche che possono arricchire gli altri)
diritto (rispetto della possibilità di “essere ciò che si è)
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