Malpensa, c’è l’accordo salva-lavoratori

la firma al Ministeso del lavoro, arrivano i fondi per gli ammortizzatori sociali ai dipeennti colpiti dall'addio di Alitalia

Il ministero del Lavoro e della previdenza sociale ha siglato l’accordo tra governo, sindacati, enti locali lombardi (Provincia e Regione) e Sea sugli ammortizzatori sociali previsti per far fronte al disimpegno di Alitalia su Malpensa. Lo hanno reso noto i sindacati a margine della conferenza stampa del ministro della Solidarietà Sociale Paolo Ferrero, arrivato a Malpensa per incontrare i lavoratori. Ci sono stati minuti di tensione, in un primo momento sembrava che l’esecutivo avesse posto come condizione necessaria per la firma la rinuncia di Sea alla richiesta di indennizzo di 1,25 miliardi di euro avanzato nei confronti di Alitalia. Si è arrivati alla firma dopo una mattinata di trattative. I lavoratori di Sea potranno usufruire dei 18 milioni inseriti nella Finanziaria, mentre altri 40 sono stati stanziati per il 2008 in favore dei lavoratori dell’indotto e la stessa cifra è stata stanziata per il 2009. Da definire la destinazione degli altri 40 milioni: «Vigileremo che non siano dirottati ad altri fini, tutti i lavoratori ne hanno bisogno, i precari innanzitutto», tuona Flavio Nossa della Cgil.

Positivo il commento di Palazzo Chigi. Il ministro Cesare Damiano in una nota ha commentato: «Con l’accordo di oggi il governo onora l’impegno assunto con i lavoratori della Sea di garantirne la continuità del reddito e dell’occupazione a fronte della contrazione da aprile delle attività dello scalo di Malpensa derivante dal nuovo orario estivo di Alitalia – ha detto il ministro del Lavoro -. Contemporaneamente il governo chiede che Sea ponga in essere ogni comportamento coerente con la finalità di favorire la positiva conclusione dell’accordo tra Air France e Alitalia ritirando il ricorso presentato contro quest’ultima. Da tale accordo dipende difatti il futuro, di comune interesse, di migliaia di lavoratori di tutta Italia e dunque anche di quelli che operano nello stesso aeroporto di Malpensa. In caso contrario la Sea non potrà che assumersi le responsabilità conseguenti. Alla decisione di revoca il governo subordinerà ogni ulteriore iniziativa», conclude la nota  nella quale il governo chiede a Sea di rinunciare al ricorso da 1,2 miliardi presentato contro Alitalia in modo da favorire il negoziato con Air France. Una delle condizioni questa,  poste dal vettore francese per rilevare il 49,9% messo in vendita dal Tesoro. Fuori dalla sede di Alitalia alla Magliana ci sono stati alcuni scontri tra manifestanti dell’azienda napoletana Atitech e la polizia: un lavoratore è rimasto ferito alla testa.

Soddisfatti i sindacati che però denunciano una situazione sempre più preoccupante: «Le richieste di cassa integrazione arrivano a ritmo continuo –  spiegano le parti sociali -. Oltre ai 900 lavoratori di Sea ce ne sono almeno altri 400 per i quali le procedure di messa in mobilità con relativo accesso alla cassa integrazione sono già partite. È necessario vigilare e fare in modo che siano tutelate tutte le categorie, per primi i lavoratori precari che sono quelli che rischiano di più».

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Pubblicato il 18 Marzo 2008
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