Due assessori pronti a lasciare
L'assessore al bilancio Alberto Cattaneo (An) e il collega con delega al personale Giuseppe Zingale (Udc) potrebbero lasciare entro fine primavera: per entrambi impegni professionali pressanti
La Giunta di Busto Arsizio potrebbe perdere due pezzi per strada entro l’estate. Se ne parla da qualche giorno neanche troppo sottovoce, e gli interessati confermano, pur tenendo profilo basso e precisando, a scanso di equivoci, che la loro volontà di valutare se sia il caso di lasciare deriva solo da impegni lavorativi e non da qualche alchimia politica. Fare gli assessori, diciamo così, part-time in una città di ottantamila abitanti si rivela logorante, al di là degli stipendi. A non farcela più sono Giuseppe Zingale (foto sotto), assessore Udc al Personale impegnato da due anni a gestire la più bollente delle patate, e Alberto Cattaneo (foto in alto) di An, assessore al Bilancio dalla giacchetta perennemente tirata di qua e di là ogni volta che si lavora alla programmazione delle finanze comunali. Il motivo è, per entrambi, il lavoro "ordinario" che cresce e toglie tempo e spazio a quello "straordinario" presso il Comune. Cattaneo, docente universitario presso la Liuc, conferma che i suoi crescenti impegni in tale veste gli rendono sempre più difficile gestire un assessorato così delicato, pertanto valuterà il da farsi dopo l’approvazione del bilancio. Bilancio che vedrà, in una situazione economica generale non brillante, anche il Comune, con uscite crescenti, stringere i cordoni – di mettere ulteriormente le mani in tasca ai cittadini non se ne parla, riferisce Cattaneo, quindi si dovrà tagliare, pur salvaguardando servizi sociali e scuole.
Non diversa la situazione di Zingale: «Mi spiacerebbe lasciare la Giunta, non posso dire che lascerò di sicuro ma ci sto pensando seriamente». Zingale lavora presso la Provincia di Milano, e anche nel suo caso sono aumentate le responsabilità e gli impegni. A sostituirlo, dice, potrà essere uno fra un novero di compagni di partito: «L’Udc potrà anche ssere piccola, ma ha molte risorse». In ogni caso la spina di rimpiazzare due assessori la dovranno eventualmente affrontare sindaco e partiti, ed è forse il problema di discuterne e trovare i sostituti adatti a procrastinare decisioni che molti davano per già prese. Farioli già l’estate scorsa parlava di una riorganizzazione funzionale delle deleghe, e forse il momento di sperimentarla verrà entro poche settimane.
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