Garzelli come un fulmine: prima vittoria del 2008
Nella 2a tappa del Giro del Trentino il varesino domina lo sprint e spezza il tabù stagionale. "Il Giro? Se ci riammettessero sarebbe un regalo fantastico"
La rabbia e l’orgoglio, sottoforma di un fulmine vestito di rosso. Ad aprile inoltrato Stefano Garzelli ha finalmente conquistato la prima vittoria stagionale dopo una lunga serie di secondi posti e lo ha fatto con la gran volata che ha concluso la seconda tappa del Giro del Trentino. Sul traguardo di Torri di Benaco il varesino ha battuto in uno sprint che ha coinvolto una cinquantina di atleti Finetto, Chiarini, Muto e l’ex campione italiano Gasparotto.
Un successo meritato e cercato per l’Acqua&Sapone-Mokambo in questa frazione di 179,7 chilometri con partenza da Torbole. La squadra di Garzelli (e Andriotto, quarto nella crono di ieri) è stata infatti una delle più impegnate nel “fare la corsa” almeno negli ultimi 20 chilometri di corsa. L’idea era quella di portare Paolini a disputare la volata, ma lo sforzo compiuto dallo sprinter per rimanere nel gruppo di testa ha consigliato anche al “Garzo” di provare la stoccata sul rettilineo finale. Così è stato, e ora l’ex maglia rosa – che ha anticipato tutti uscendo in posizione perfetta dall’ultima curva – è lanciato più che mai in classifica generale (9° a 16", con la graduatoria comandata dallo sloveno Golcer (Lpr).
«Sto bene e aspetto le prossime tappe» commenta Garzelli nell’immediato dopo gara, al telefono con Varesenews. «Oggi la tattica era quella di far arrivare i velocisti stanchi alla fine, perché con Bennati e Bettini riposati vincere era quasi impossibile. Con Paolini abbiamo deciso che ognuno avrebbe fatto il proprio sprint, lui ha seguito Bennati, io ho scelto un’altra traiettoria e l’ho azzeccata». Ora l’obiettivo è ripetersi, anche se non sarà facile visto il campo partenti a questo 32° Trentino. Intanto l’attesa di Garzelli e compagni è alta anche per il ricorso al Tar dell’Acqua&Sapone, in merito all’esclusione dal Giro d’Italia. «Per me sarebbe un regalo grandissimo, paragonabile alla vittoria del 2000. Sono legatissimo alla corsa rosa e spero proprio in una decisione favorevole anche se non sarà facile. Ora però penso al Trentino, e ringrazio i tifosi che continuano a sostenermi come sempre, nonostante l’esclusione dal Giro».
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