La magia serve a far sognare, non a truffare
Walter Maffei è un artista che lavora a EuroDisney e punto di riferimento per molti illusionisti italiani. La sua riflessione sul ruolo dell'arte magica
E pensare che da piccolo Walter Maffei (foto a lato) aveva paura dei maghi. Quando alla televisione Silvan faceva a fette sua moglie, lui si ritirava nella cameretta, spaventato. «Mia madre mi sfotte ancora oggi» dice sorridendo. Un giorno gli capitò per le mani il manuale della magia scritto da Silvan, il mago dei maghi. L’aveva comprato suo fratello. Lo sfogliò e lo trovò interessante e durante una gita con i compagni di classe, a soli 11 anni, sperimentò i primi giochi: bombetta alla Chaplin calcata sulla testa, inchiostro simpatico e carte da gioco speciali.
La via era segnata, tanto che se qualcuno gli chiedeva che cosa avrebbe fatto da grande, lui rispondeva sicuro: «La scuola di prestigiatore». La prima magia però non funzionò, perché dopo le scuole medie, finì per tre anni all’istituto alberghiero a studiare i trucchi dei fornelli. «Io ero troppo determinato – dice Walter – e così quando avevo del tempo libero mi chiudevo nella mia stanza per ore a provare i giochi davanti allo specchio».
Un giorno lui e altri amici cabarettisti risposero a un annuncio su un giornale. Cercavano giovani artisti per uno spettacolo. Da quel momento in poi, il palcoscenico e la magia diventano il suo lavoro, la sua vita.
Oggi il mago Walter, non è solo una citazione del cantante Ligabue, ma è un artista affermato. Il suo nome compare negli spettacoli più importanti dedicati alla magia.Viaggia in continuazione tra Milano e Parigi, dove fa il mago a EuroDisney. Un percorso di duro lavoro, di estati da pendolare intercontinentale. «Ho lavorato per tre anni d’estate a Miami Beach e Las Vegas. Spesso vado a trovare i miei colleghi d’Oltreoceano».
Nel dicembre scorso, i migliori illusionisti e maghi d’Europa si sono dati appuntamento al teatro Apollonio di Varese, su chiamata di Walter Maffei, per dare vita al primo Galà internazionale della magia e delle arti visive. Un sogno realizzato che si vorrebbe ripetere in futuro.
Magia per Maffei fa rima, dunque, con esercizio, sacrificio e serietà. Un universo che nulla ha a che fare con la pletora di cartomanti, veggenti e sensitivi che compaiono in tv, spesso protagonisti nei processi per truffa e raggiri nei tribunali di mezza Italia. «Quello dell’illusionista, mago o prestigiatore che dir si voglia è un lavoro che richiede molta formazione e esercizio. Noi con i nostri spettacoli vogliamo far sognare la gente, fargli passare qualche ora in un’atmosfera spensierata. Purtroppo esiste una realtà che nulla ha a che fare con la parola magia nel senso storico del termine. C’è troppa gente che crede un po’ per ingenuità un po’ per ignoranza, alimentando un business enorme. Occorre più chiarezza e più informazione. Su questo aspetto i circoli magici dovrebbero far sentire la loro voce».
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