La tecnologia ricostruisce il passato di Gallarate
La Biblioteca Civica Majno e il Sistema Bibliotecario Panizzi salvano su cd la storia locale: più di 8.000 i documenti dal XIV al XVIII secolo, numerosi soprattutto per quanto riguarda il Cinquecento
Ottomila documenti per ricostruire nel modo più dettagliato possibile la vita di Gallarate nel corso dei secoli: la ricerca storica del professor Amerigo Giorgetti, unita alla competenza archivistica del professor Angelo Barbieri, sta mettendo a punto uno strumento fra i più utili per tutti i cultori della storia locale, dal dotto in grado di orientarsi fra scritture dense di note e cancellazioni, al laureando in cerca d’ispirazione per la sua tesi, fino al semplice curioso digiuno di studi specifici. E la raccolta è ancora lontana dall’essere completa.
«La particolarità dell’iniziativa – spiega il professor Giorgetti – sta nella forma duplice con cui i testi vengono riportati. La prima è la trascrizione paleografica, in pratica la riproduzione dell’originale del documento, con tanto di cancellazioni, annotazioni a margine, errori e soprattutto una quantità di abbreviazioni oscure ai più. La seconda è la versione estesa, leggibile e di facile comprensione, purché si conosca un po’ di latino. Il ricercatore è, inoltre, agevolato da introduzioni e note esplicative su istituzioni, usi, termini e misure il cui significato sfugge alla maggior parte dei contemporanei. Il tutto organizzato in un data-base che facilita il reperimento dei documenti selezionando con efficacia quelli che interessano all’utente. Quest’ultimo, infatti, può, ottenere in tempi rapidi tutti gli scritti di un determinato autore, oppure orientare la sua ricerca con parole chiave, ad esempio “Crenna”».
Al lettore di oggi, dunque, viene offerto il comodo risultato di un lavoro certosino, tuttora in corso, che parte con l’individuazione degli atti, prosegue con l’acquisizione di una loro copia e approda alla trascrizione su un foglio elettronico. Fonte principale del cd, disponibile nella biblioteca di piazza San Lorenzo, l’Archivio Diocesano di Milano, che raccoglie molti documenti sulla plaga gallaratese relativi a uno dei periodi cruciali per la storia della zona, cioè l’età borromaica. Nel mirino dei ricercatori, però, ci sono anche l’Archivio di Stato di Milano e, a livello locale, quello di Santa Maria Assunta e altri archivi storici, comunali e parrocchiali.
«Il materiale – nota il professor Barbieri – riguarda soprattutto i testi raccolti dai religiosi. Questi, però, raccontano la storia di tutta la comunità di Gallarate. Come dimostrano gli “Stati d’anime”, che censiscono l’intera popolazione del borgo. Nei documenti, poi, possono trovarsi i fatti più disparati, magari epocali o cruenti. Come quelli contenuti nel manoscritto inedito che da poco è stato aggiunto alla raccolta, opera del fernese Bernardino Brusatori. Naufragio Italico, risalente al 1530, racconta le guerre che investirono il ducato di Milano, Gallarate inclusa, con spagnoli e francesi che si contesero il dominio sugli stati italiani. Altri avvenimenti sono più domestici, ma non banali, e testimoniano lo scorrere lungo i secoli della vita “normale”».
A fugare i dubbi dei più scettici, convinti che il cd-rom raccolga informazioni interessanti al massimo per gli studiosi abituati alla polvere degli scaffali, la sottolineatura del direttore della Biblioteca Civica, Giovanni Mariani: «A certificare la vivacità, talora inaspettata, dei suoi contenuti ci sono le pubblicazioni scaturite dalle ricerche, uscite per i Percorsi d’Archivio: Vita religiosa a Gallarate nelle relazioni delle visite pastorali in età borromaica (2001), Una bona commedia di gente: i confini del sacro (2002), La commedia continua: la vita quotidiana del borgo (2003), Il Capitolo senza rima: scene dei canonici di Santa Maria (2006). Non solo, la freschezza che si può cogliere in questi documenti ha ispirato la “Compagnia dei non attori”, che dal secondo e terzo fascicolo ha tratto due rappresentazioni teatrali andate in scena al Teatro del Popolo nel 2006 e 2007».
La ricerca, che all’inizio ha insistito soprattutto sul borgo di Gallarate, è stata estesa a Cedrate, Arnate, Crenna e Cajello, ma già si pensa ad allargare ulteriormente il raggio d’azione. «L’iniziativa – riassume il presidente del Sistema Bibliotecario Panizzi, Maurizio Occhipinti – è nata dalla Biblioteca Civica nel 2000, ma presto siamo intervenuti per sostenerla e rafforzare l’opera di raccolta e riscrittura. Il risultato è uno strumento di ricerca già notevole oggi, specie in considerazione della sua facilità d’uso, ma addirittura fondamentale in prospettiva futura. Continua, infatti, ad arricchirsi di preziosi contenuti e sottrae all’usura del tempo le parole che raccontano la storia di Gallarate».
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