Arriva il caldo, ecco il piano della Regione
L'assessore alla sanità: "Prevenzione e informazione, così limiteremo gli effetti sulle fasce più deboli di popolazione"
La Regione Lombardia dà il via ufficiale al piano contro il caldo. "Si tratta – ha affernato l’assessore alla sanità Luciano Bresciani (foto) – di un piano articolato e già collaudato, che ha ottenuto risultati decisamente positivi nelle quattro passate stagioni estive. Basato sulla prevenzione e sull’informazione, punta a neutralizzare al massimo gli effetti del caldo su una fascia particolarmente debole come quella anziana e, più in generale,
su tutta la popolazione".
La pubblicazione e la diffusione sul territorio lombardo dell’opuscolo rientrano del piano di gestione dell’"emergenza caldo" 2008, secondo quanto Predisposto dagli assessorati alla Sanità e alla Famiglia e Solidarietà Sociale e trasmesso ai soggetti interessati (Asl, Aziende Ospedaliere, Irccs, case di cura, Comuni) già il 14 aprile 2008.
In particolare, viene data grande importanza alla disponibilità
di sistemi di allerta meteo, all’aggiornamento dell’anagrafe delle fragilità e al supporto di carattere sanitario e socio-sanitario, oltre che all’informazione sulle misure comportamentali da tenere da parte della popolazione, contenute nell’opuscolo.
Il sistema di allarme climatico (periodo 15 maggio-15
settembre) utilizza per la città di Milano e la città di Brescia
il sistema di previsione degli effetti delle ondate di calore
gestito dal Dipartimento della Protezione Civile che provvede ad
inviare i bollettini giornalieri al Centro di Riferimento
Locale. Per le altre città (in particolare per i capoluoghi di
Provincia) la direzione generale Sanità della Regione provvede
con ARPA Lombardia ad inviare bollettini giornalieri sulle
condizioni di disagio da calore al Centro di Riferimento
attivato da ogni Asl.
L’anagrafe delle fragilità è basata sulle caratteristiche
personali e sociali (età, reddito, isolamento dalla comunità,
dipendenze e patologie), condizioni di salute (cardiopatie,
disturbi del metabolismo o neurologici, malattie polmonari) e
caratteristiche ambientali (residenza in zona metropolitana,
esposizione ad inquinanti, caratteristiche dell’abitazione)
della popolazione.
Il supporto sanitario e socio-sanitario prevede invece una
serie di operazioni specifiche a carico di Asl e Aziende
ospedaliere. In particolare queste ultime, in caso di episodi di
caldo prolungato, devono garantire un adeguato numero di posti
letto, sia riattivando quelli chiusi per il periodo estivo sia mediante l’utilizzo primario di posti letto in area medica (medicine, cardiologie, neuorologie, eccetera). In più, dovranno porre particolare attenzione nell’area del Pronto Soccorso ai pazienti anziani anche in termini di priorità di intervento.
Le Asl invece hanno in carico il mantenimento e il potenziamento dei servizi a domicilio, il monitoraggio delle persone assistite a domicilio secondo le diverse modalità (Assistenza domiciliare
Programmata o Integrata, Servizio di Assistenza Domiciliare,
Servizio di Continuità Assistenziale, eccetera), oltre a una
serie di interventi mirati a favore di chi, benché non inserito
nei normali piani di assistenza, è comunque a rischio in base
all’anagrafe delle fragilità. Infine l’attivazione di numeri
verdi, funzionanti 24 ore al giorno e sette giorni alla
settimana, da segnalare a tutta la popolazione, e in particolare
a quella ritenuta più a rischio, per dare informazioni
eventualmente richieste e soprattutto per ricevere richieste e/o
segnalazioni di intervento-aiuto.
Di più, il piano mette l’accento sull’importanza dei centri
diurni per anziani nel fornire supporto e informazione e sul
ruolo del volontariato. Un punto di riferimento importante per
gli anziani di Milano è poi sempre rappresentato dal custode
sociale, servizio presente nei caseggiati di edilizia popolare
dal 2004 e oggetto di un recente accordo tra Regione Lombardia e
Comune per potenziarlo ed estenderlo a tutta la città.
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