Carabinieri in adunata, «Difensori della società»

Giornata finale per il raduno provinciale dell’Associazione Nazionale Carabinieri. A presenziare la cerimonia il ministro Bossi e gli onorevoli Giorgetti e Reguzzoni

Avrebbe dovuto essere una giornata di festa e invece si è trasformata in una sobria e composta adunanza. E altrimenti non poteva essere visto che l’Associazione Nazionale Carabinieri, riunitasi oggi a Varese per celebrare il primo raduno provinciale, ha deciso di trasformare la festa in un momento di raccoglimento e omaggio al sacrificio di Marco Pittoni, il sottotenente dell’arma che ieri ha perso la vita dopo essere stato ferito nel corso di una rapina a Pittoni, in provincia di Salerno.

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Abolito dunque il corteo da piazza San Vittore a piazza Repubblica e alzabandiera a metà in segno di lutto, dopo la deposizione della corona in onore di tutti i caduti, gli interventi delle autorità si sono succeduti all’insegna del cordoglio, ma anche dell’orgoglio di appartenere ad un’arma che, come ha ricordato il generale Carlo Gualdi, comandante del comando interregionale “Pastrengo”, «è simbolo di una volontà forte di dare una risposta serena e determinata al problema della criminalità, volontà testimoniata dal sacrificio di Marco Pittoni che proprio per evitare il coinvolgimento di civili durante la rapina di ieri ha rinunciato ad estrarre l’arma ed è rimasto ferito mortalmente».

In prima fila il Ministro delle Riforme per il Federalismo Umberto Bossi accanto agli onorevoli Giancarlo Giorgetti e Marco Reguzzoni. Ad aprire gli interventi il prefetto Roberto Aragno che ha espresso la propria riconoscenza nei confronti delle Associazioni dei Carabinieri in congedo «non realtà remota, ma ricchezza per il territorio grazie all’impegno nei settori della solidarietà e del volontariato». Parole di ringraziamento anche da parte del sindaco Attilio Fontana e dell’assessore provinciale Luca Marsico che hanno ricordato il valore della prossimità fisica ed istituzionale dell’arma e la loro relazione fiduciaria con la gente.

Orgoglio e commozione nelle parole di Paolo Cazzola, coordinatore provinciale A.N.C. di Varese, e ancora del generale Carlo Gualdi che ha ricordato quando negli anni ’70 prestava servizio a Malnate e di come allora il problema di sicurezza più diffuso fosse quello dei sequestri di persona,  «difficoltà oggi superata – ha concluso il generale – come sono sicuro che risolveremo quello più diffuso oggi, ossia la criminalità».

Alla fine della cerimonia vero bagno di folla per il Ministro Bossi che è stato accerchiato dai tanti militari in congedo presenti e dal pubblico dei varesini che hanno assistito con compostezza alla commemorazione.

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Pubblicato il 07 Giugno 2008
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