Il Cardinale, i voti, il Partito Democratico

Perché, si chiede il consigliere regionale Adamoli, nella più grande Diocesi del mondo, guidata in modo illuminato, da anni si susseguono cocenti sconfitte del centrosinistra?

Caro Direttore,

Luciano Muhlbauer è un Consigliere regionale di Rifondazione Comunista
intelligente e combattivo. A volte ci troviamo in accordo, spesso in
contrasto. Eppure alla domanda su chi sia il leader culturale (non
politico ovviamente) che stimiamo di più rispondiamo oggi alla stessa
maniera, l’Arcivescovo di Milano Cardinale Tettamanzi. E qualche anno
fa avremmo probabilmente indicato insieme il Cardinale Martini. Dico
subito, per non fare io stesso strumentalizzazioni che detesto, che una
parte sia pure non grande del centrodestra darebbe probabilmente la
medesima indicazione.
Ma allora perché nella più grande Diocesi del mondo, guidata in modo
così illuminato e aperto (accoglienza e immigrazione, nuove e vecchie
povertà, case sociali), da quindici anni si susseguono, nelle elezioni
regionali e parlamentari, cocenti sconfitte del centrosinistra e
schiaccianti vittorie del centrodestra? So benissimo, naturalmente, che
una cosa sono i valori, gli ideali, gli orizzonti della società di cui
parla l’Arcivescovo, e un’altra cosa, ben diversa, è la progettualità e
la pratica politica in funzione di quei grandi traguardi.
Ma la domanda che facevo prima rimane tutta quanta in piedi. Si possono
avanzare tante ipotesi. Sul piano culturale e sociale si potrebbe dire
che un conto è l’insegnamento del Cardinale, un altro il suo seguito
effettivo nella società. Oppure che il “berlusconismo” ha vinto nelle
coscienze delle persone prima ancora che nelle urne, e così via. Sul
piano politico si potrebbe sostenere che il Centrosinistra quando
governa a Roma si sfarina subito e delude. Oppure che in Lombardia
dovremmo fare meglio l’opposizione, e così via.
Qual è la risposta giusta? Mi piacerebbe aprire un bel dibattito su
VareseNews, magari stimolato anche dal Direttore. Dobbiamo ricercarla,
la risposta giusta, sul terreno soltanto pragmatico ed economico? O
anche sul piano dei beni “immateriali” (valori forti, senso di
appartenenza per vincere le paure, coesione sociale contro la
solitudine) di cui la società odierna ha sicuramente bisogno?
Il PD ha davvero una vocazione maggioritaria? Ebbene si impegni di più
in questo sforzo di analisi culturale, altrimenti il nostro sarà, al
contrario, un destino di frustrante minoranza.
Qualche sospettoso, più o meno in buona fede, dirà, come ha già fatto,
che voglio costruire e guidare una corrente cattolica del PD.
Ovviamente ha ragione e in Lombardia sto associando anche Muhlbauer in
questa impresa.

P.S. Ho proposto soltanto una base di discussione. Nel dibattito,
naturalmente, entrerò di più nel merito delle questioni che ho
sollevato.

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Pubblicato il 27 Giugno 2008
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