Prima della mobilità, cassa integrazione per la Cartiera
La proprietà svedese propone di allungare i tempi per i licenziamenti, partendo con la CIG. E intanto parte il tavolo voluto dal prefetto
Non si può considerare proprio una svolta, ma quello che è stato proposto dall’azienda ai lavoratori della cartiera di Besozzo si può considerare un non scontato addolcimento di una fine già annunciata: l’incontro in Univa tra lavoratori è proprietà svedese ha infatti registrato la novità della cassa integrazione per i 170 dipendenti coinvolti, in occupazione ormai da settimane.
"L’incontro è cominciato con la presentazione da parte dell’azienda della procedura di mobilità che avevano chiesto i lavoratori – ha spiega Luigi Barone (al centro nella foto), rappresentante RSU dell’azienda – Un gesto che non significa il fatto che non si arriverà alla mobilità: rappresenta però l’inizio di un percorso più "dolce" verso la mobilità, che dà tempo e modo ai lavoratori per trovare nuove soluzioni per il loro lavoro. Per questo l’abbiamo considerato una conquista". Una conquista dei lavoratori, che viene spiegata in assemblea dai loro rappresentanti questa mattina, 11 giugno.
Le novità però non si fermano qui: all’incontro di lunedì dal Prefetto, è partita la proposta di istituire un tavolo provinciale per valutare la situazione dell’azienda. Tavolo a cui i lavoratori non vogliono rinunciare: "Malgrado la proposta ricevuta, noi vogliamo comunque esplorare il tavolo che il Prefetto ha aperto, e che oggi verrà ufficialmente formalizzato con la convocazione dei partecipanti – conclude Barone – perchè con questo tavolo la prefettura e i partecipanti esplorano se questa azienda può avere un futuro industriale, con o senza la Munksjo".
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