Penati: “Sulla sicurezza discutiamo di scelte concrete, non di slogan”

Ordine pubblico e certezza della pena devono essere i cardini della politica di sicurezza. "Ma il Pd è caduto nella trappola delle polemiche". Come quella sulle impronte digitali ai bambini rom.

Filippo Penati, presidente della provincia di Milano, ha chiuso la “Festa d’Estate” del Pd di Busto Arsizio con un incontro dedicato alla questione della sicurezza, tema al centro del dibattito politico, anche interno al partito. Le recenti prese di posizione di Penati sul tema – ad esempio quella secondo cui non si dovrebbero realizzare campi nomadi regoalri in provincia di Milano – si intrecciano con il documento con cui il partito ha tracciato la linea sul tema, con una attenzione particolare all’idea della sicurezza partecipata. «Concetto che da qualcuno è stato interpretato in maniera distorta, parlando di ronde democratiche» attacca subito Alessandro Alfieri, responsabile regionale enti locali, che ha introdotto l’incontro insieme alla portavoce cittadina Erica D’Adda: «La nostra risposta è invece profondamente diversa da quella della Lega: siamo contro la risposta spontaneista e fai-da-te alla percezione d’insicurezza, lontana anni luce dalla nostra cultura. Noi vogliamo invece coinvolgere i cittadini per migliorare la qualità di vita delle città». Niente ronde, ma la creazione di una rete di associazioni e gruppi che si prendano cura dei quartieri prevenendo il disagio e il degrado.

«Dobbiamo contrastaree incalzare la maggioranza attuale sui provvedimenti concreti e non sugli annunci ideologici» esordisce Penati. La sua posizione è netta: bisogna denunciare gli errori e le contraddizioni del centrodestra ed evitare di cadere nelle trappole mediatiche costituite dai provvedimenti più ideologici. Come i militari nelle strade: «Una scelta che non mi piace, ma non facciamone una questione di democrazia: il nostro esercito è fondato su principi democratici, fa missioni di pace in tutto il mondo. Dovremmo invece preoccuparci di altro: dovremmo dire che a Milano arriveranno sì trecento soldati, ma che da aprile 2009 le volanti della polizia non avranno più i soldi per la benzina». Neppure la raccolta delle impronte digitali ai bambini rom costituisce per Penati un problema, ma diventa una trappola per imprigionare il centrosinistra in un dibattito sterile: «Si è discusso per due settimane di una cosa inesistente, mai applicata né a Milano né a Roma. E poi non vedo niente di male se le impronte vengono raccolte a tutti, l’identificazione è il primo passo per la certezza della pena». Anche se sui due esempi citati – la militarizzazione dell’ordine pubblico e la schedatura dei minori – qualche malessere della base emerge. Una conferma che le posizioni di Penati sono ancora alquanto dibattute all’interno del partito.

Quanto alla «nostra ricetta» sul tema, Penati individua quattro priorità: «L’ordine pubblico, , che significa innanzitutto dare alle forze dell’ordine i mezzi per operare; la certezza della pena, anche attraverso la certezza dell’espulsione per i clandestini; il contrasto alla clandestinità, visto che circa il 60% dei “reati predatori”, vale a dire scippi, furti e rapine, sono commessi da irregolari». Ma nelle priorità c’è anche la riforma della magistratura, per garantire appunto la certezza della pena rendendo più efficiente la giustizia. E se di campi nomadi non si parla, sui Centri di Permanenza Temporanea come cardine del contrasto alla clandestinità il presidente della Provincia ha le idee chiare: «Ero uno dei pochi che li difendeva, quando molti parlavano di lager e di luoghi dove si violavano i diritti umani. Si garantiscano i diritti umani, ma si garantisca in primo luogo che le persone indesiderate siano espulse. E allora se i CPT sono utili, se ne facciano quanti ne servono». Se la sicurezza rimane la priorità, non si deve però dimenticare l’integrazione: «Dobbiamo essere disponibili ad accogliere chi vuole lavorare. Perché chi viene qui a lavorare, aiuta il nostro Paese, che ha bisogno di dinamismo. E perché il lavoro è un grande fattore di integrazione». Integrazione che però ha bisogno anche di attenzione finanziaria, che spesso è mancata e manca.

Ma i prossimi mesi che scenario vedranno? Ce la farà il governo di centrodestra a risolvere l’emergenza dell’insicurezza percepita? Se il governo Prodi «a volte non ha dato il buon esempio», per Penati il centrodestra rimarrà prigioniero degli slogan: «sul tema della sicurezza e della integrazioni si faranno paralizzare dalla Lega. Quando c’è da dare risposte concrete, le posizioni ideologiche del carroccio bloccano tutto». L’esempio citato è quello della “moschea” di viale Jenner, dove il muro contro muro tra Amministrazione e islamici da tempo non consente di superare il problema e di aprire un dialogo più costruttivo con le altre comunità islamiche, più moderate. «Quando si è scelto il velodromo Vigorelli come sede per la preghiera del venerdì, il prefetto ha dovuto requisirlo al Comune. Che è d’accordo, ma non può dirlo apertamente per l’opposizione interna della Lega».   

Tutti gli eventi

di agosto  a Materia

Via Confalonieri, 5 - Castronno

Redazione VareseNews
redazione@varesenews.it

Noi della redazione di VareseNews crediamo che una buona informazione contribuisca a migliorare la vita di tutti. Ogni giorno lavoriamo cercando di stimolare curiosità e spirito critico.

Pubblicato il 28 Luglio 2008
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.


Vuoi leggere VareseNews senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.