Attentato ai carabinieri per vendetta: 6 arresti

Spari contro la caserma: due uomini accusati di tentato omicidio. Altri 4 arresti, per spaccio di droga

Spararono alla famiglia del maresciallo, perché i carabinieri li controllavano e indagavano su di loro. Con queste accuse, Gianluca Dattilo 32 anni di Daverio e Alan Capuano 25 anni di Bisuschio, sono stati raggiunti da ordinanza di custodia cautelare in carcere, per tentato omicidio. (foto: il capitano Mantegazza, il procuratore Maurizio Grigo).

I due organizzarono un vero e proprio attentato contro i carabinieri di Porto Ceresio il 25 novembre: spararono tre colpi di pistola contro la facciata della caserma. La sera successiva esplosero ancora tre colpi, ma questa volta sul retro e contro gli alloggi del maresciallo capo. Il secondo episodio è certamente il più grave. I colpi di una calibro 7 e 65, andarono a conficcarsi sotto il davanzale, nello stipite della finestra, e uno entrò nell’appartamento dove il maresciallo capo Sambataro, vive con la moglie e i tre figli. Lo sparo era chiaramente ad altezza d’uomo e per questo il pm Tiziano Masini ha ipotizzato il tentato omicidio, ipotesi confermata dal gip Elena Ceriotti. (nella foto, Gianluca Dattilo)

La mano armata, secondo gli inquirenti, fu quella di Dattilo, ma tra i due c’era “pieno concorso”; un’azione nata, tra l’altro, dopo una denuncia per guida in stato di ebbrezza, per aver saltato un posto dei blocco dei carabinieri a Porto Ceresio. Ma non è tutto e si sta indagando anche su altri retroscena. Dattilo era già noto alle cronache: era stato arrestato per il ferimento di un uomo a Sesto Calende, in quella occasione emerse anche l’appartenenza ad ambienti naziskin e precedenti per droga.

Le indagini hanno preso la strada giusta dopo il ritrovamento di un bossolo 7 e 65 in una Fiat Uno abbandonata in zona la sera del 25. E grazie ad alcuni testimoni che hanno indicato parte della targa di una Fiat Punto usata dagli attentatori il 26 novembre.

Ma l’inchiesta ha dato altri frutti: Capuano è stato arrestato anche per lo spaccio di sostanze stupefacenti e tirando il filo dei suoi contatti sono finite in carcere, per droga, altre quattro persone. E.S., albanese di Vedano Olona di 23 anni, A.G. detto “Tani” 19 anni di Morazzone, M. B. 28 anni di Gazzada, A. C., 21 anni di Varese. (nella foto a sinistra, Alan Capuano).
In totale: i carabinieri hanno denunciato 20 persone per reati quali spaccio e truffa, 15 persone sono state segnalate alla prefettura come assuntori. Per il procuratore capo, Maurizio Grigo «si tratta di un’importante operazione che colpisce un atto gravissimo contro l’arma dei carabinieri». 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 agosto 2008
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