Ora Google crea anche un browser
Il celebre motore di ricerca sempre più in competizione con Microsoft: ha creato un sostituto di Explorer, più adatto ad usare i programmi via Internet
Vedere un proprio prodotto etichettato come rivoluzionario, ancora prima di poterlo far provare a qualcuno, è una cosa che può succedere solo a Google. Proprio questo sta accadendo con il nuovo browser creato dal celebre motore di ricerca, un progetto scoperto per caso (forse) da un blog di tecnologia e confermato in fretta e furia dal gigante del web.
Ma andiamo con ordine. La sera del 31 agosto il blog Blogosped riceve delle tavole da un fumettista, assoldato da Google per spiegare con un libretto le caratteristiche di un nuovo prodotto, il browser Chrome. Per ore intense tra commenti e nuovi post la blogosfera discute la veridicità di queste tavole, fino a questa mattina, martedì 2 settembre, quando Google ammette di aver lasciato girare le tavole per "errore" e di essere pronta a distribuire a tutti una versione di prova del software entro oggi pomeriggio.
Tutti però parlano già di rivoluzione, i motivi in effetti potrebbero esserci. Per prima cosa dal punto di vista formale: il fatto che un motore di ricerca, Google, arrivi a sviluppare un software per usare al meglio i suoi servizi, sposta le frontiere della concorrenza. Il primo avversario di Microsoft, ormai, non è più Linux o Apple, ma principalmente un sito internet: Google.
Sul web, oggi, non si leggono solo pagine internet e forum. Su Internet Google vuole che la gente faccia tutto quello che farebbe con un sistema operativo: scrivere documenti con Google Docs al posto di Office, guardare video con YouTube al posto di Media Player, gestire la mail con GMail al posto di Outlook, chattare con GTalk al posto di Live Messenger e così via.
Per fare tutte queste cose, però, i browser classici iniziano ad andare stretti. Proprio qui entra in gioco l’idea di Google: creare un browser in grado di far girare, contemporaneamente, applicazioni web potenti, di farle convivere così come un sistema operativo fa convivere i programmi. Così se i nuovi Internet Explorer e Firefox permettono di far aprire più pagine contemporaneamente, il nuovo Chrome farà la stessa cosa, ma assegnando ad ogni pagina un "motore" autonomo: se si bloccherà un’applicazione, non comprometterà l’intero browser.
Sono tante le tecnologie che Google promette, e non tutte sono fatte in casa: il motore grafico sarà lo stesso già usato da Apple con il suo Safari (il terzo browser più usato, dopo Explorer e Firefox), cioè quello di WebKit. Google sta preparando anche una nuova versione di JavaScript Engine, fondamentale per le applicazioni web, più veloce e performante.
L’idea di un browser pensato intorno ad applicazioni multimediali, e non solo a pagine scritte, non è nuova. La stessa Mozilla, che ha creato Firefox, da tempo ha affrontato questo approccio in modo diverso, con il browser sperimentale Prism. Google vuole affrontare questa sfida con un browser facile e immediato (si ispirerà alla semplicità della home page di Google) ma con il cuore tecnologico potente sviluppato da chi, in fondo, sta creando le applicazioni web più celebri e sfruttate.
Oggi pomeriggio sarà distribuita una versione di prova compatibile con Windows, successivamente arriveranno anche quelle per Linux e Mac. Google, però, tiene il "piede in due scarpe" e mentre annuncia Chrome presenta anche nuovi prodotti per i browser della concorrenza. Come andranno le cose, in un settore così competitivo come quello dei browser, è difficile dirlo. Proprio pochi giorni fa, ad esempio, è stato annunciato Google Gears per Safari, una piattaforma già distribuita per Internet Explorer che permette di usare le applicazioni di Google anche in assenza di collegamento Internet, per sincronizzarsi non appena sarà possibile accedere alla rete.
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