A lezione per non morire sulle strade
Olotre 5.000 giovanissimi parteciperanno al progetto di prevenzione contro l'abuso di alcool e droga. Nei primi sei mesi del 2008 quasi 3.000 incidenti e 27 morti
Quasi 2900 incidenti nei primi sei mesi del 2008, con 27 morti sulle strade (41 nel 2007 e 39 nel 2006). Un bilancio impressionante che costituisce la prima causa di morte tra i giovani. E saranno proprio loro, i ragazzi delle scuole a partecipare alla sesta edizione del progetto di prevenzione degli incidenti. Sono già più di 5500, contro i 3400 dello scorso anno e i 2800 del 2003 i ragazzi legati al progetto che vuole contrastare l’assunzione di alcool e l’abuso di droghe. Un progetto che vede coinvolte una quantità di istituzioni e che è più che giustificato dai numeri sui morti sulle strade varesine. Nel corso del tempo sono le emozioni ad essere messe in primo piano, perchè «più ancora che una lezione semplicemente informativa, esse possano nelle condizioni di pericolo aiutare a e ricordare». Tanto da portare gli studenti coinvolti – ragazzi di terza, quarta e quinta superiore – nel reparto di rianimazione, a vedere cosa succede a chi scommette la propria vita per una bevuta o una tirata: «Il nostro compito istituzionale è quello di gestire chi arriva in rianimazione, ma è anche importante fare qualcosa prima che questo avvenga – ha spiegato direttore generale dell’ospedale di Busto Arsizio Pietro Zoia – il mio sogno che non si realizzerà mai, è che in rianimazione non arrivi più nessuno a causa di un incidente».
Non è facile: e per questo si sono messi insieme Asl (all’incontro era presente anche il direttore generale Pierluigi Zeli) e Ufficio Scolastico Provinciale (al tavolo c’era il direttore Claudio Merletti) ospedali di Varese e Busto, polizia stradale e vigili del fuoco: «Noi facciamo tutti i percorsi possibili per evitare di arrivare ai fatti, ma nel momento in cui la polizia trova un minore in possesso o spaccio di droga il percorso è chiuso – ha spiegato il questore Matteo Turillo – i poliziotti devono fare i poliziotti. Per questo per noi è importante fare parte di un progetto che magari non fa parte della nostra attività quotidiana. Per evitare che ci si trovi in queste condizioni».
All’incontro – "capitanato" dall’assessore provinciale Christian Campiotti – hanno fatto parte anche i rappresentanti dei sei Rotary club del Seprio, da quest’anno coinvolti attivamente nella sponsorship e nell’organizzazione degli incontri.
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