La Comare passa ai DS: risolta la “crisi di primavera”?

Il consigliere eletto nelle file di Sinistra per Samarate, che abbandonò il gruppo consiliare a maggio, approda al gruppo DS: torna il numero legale nelle commissioni

Si chiude dopo sei mesi la crisi innescata dalla scomparsa del gruppo di Sinistra per Samarate: il consigliere Luigi La Comare – eletto nelle file del partito della sinistra radicale – è passato al gruppo dei Democratici di Sinistra, risolvendo la situazione di empasse nelle commissioni che si trascinava dal maggio scorso.

La minicrisi era stata innescata in primavera dalla decisione dei due consiglieri La Comare e Carlo Puricelli di abbandonare il gruppo di Sinistra, che così scomparve dal consiglio comunale. Nell’assemblea civica non sono mai emersi problemi: i due consiglieri hanno sempre garantito il proprio voto alla giunta di centrosinistra, garantendo la maggioranza. Il problema si presentava invece nelle commissioni, a rischio paralisi dopo la scomparsa del gruppo della Sinistra: i due consiglieri senza gruppo non potevano più partecipare e alcune commissioni si sono arenate, soprattutto dopo il ritiro da parte dell’opposizione della disponibilità a garantire il numero legale. Con il passaggio di La Comare nelle fila dei DS, ufficializzato ieri dal presidente del Consiglio Resini, ritorna il numero legale nelle commissioni, che potranno riprendere l’attività. Mentre Carlo Puricelli rimane solo e senza partito.

Chi ha preso peggio la decisione di La Comare è stata Sinistra per Samarate: «Novembre non è tempo per migrare» si intitola la nota diramata dal partito, che esprime ancora una volta «totale disappunto per questa inaccettabile scelta che […] nega la rappresentanza consiliare al Gruppo di Sinistra per Samarate», chiede le dimissioni dei due transfughi e avverte i DS delle conseguenze che la scelta di accogliere La Comare avrà sull’equilibrio della giunta samaratese. Dopo il passo indietro dei Comunisti Italiani, dunque, l’esperimento di “sinistra plurale” rimane rappresentato solo dall’Assessore ai Lavori Pubblici Michele Carlucci. Lapidario al contrario il commento dell’opposizione per bocca di Stefano Cecchin (PdL- FI): «Sei mesi per scegliere di aderire ad un partito che non esiste più», ha attaccato il forzista. Mettendo a nudo un altro elemento anomalo della situazione samaratese: la permanenza dei due gruppi di DS e Margherita a mesi dalla nascita del Partito Democratico

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Pubblicato il 20 Novembre 2008
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