Succhiava gasolio ai furgoni di Econord: arrestato nella notte a Cadegliano Viconago
L’uomo, classe 1970, asportava carburante dai serbatoi degli “autocompattatori“ per la raccolta rifiuti lasciandoli a secco. È ai domiciliari. Bottino: 1.800 euro di carburante
Uno stratagemma antico quanto lo è, se non il lume della ragione, perlomeno il senso pratico dell’uomo, quello legato alla necessità di trasbordare i fluidi servendosi delle leggi della fisica.
Cioè: tubi flessibili per il travaso. Si “succhia” da un serbatoio per spostare il contenuto in altro contenitore, come una tanica. E se quel liquido è carburante – anche alla luce dei tempi che corrono – allora ecco il movente: «Parte del gasolio mi serviva, lo usavo per la mia macchina. Parte lo vendevo».
Così ha risposto al giudice il 56enne originario di Luino arrestato la notte scorsa dai carabinieri che da tempo indagano su quegli strani ammanchi di carburante ai serbatoi de mezzi per la raccolta rifiuti di Econord, regolarmente parcheggiati nel deposito di Cadegliano Viconago, ma che sovente rimanevano a secco. Arriva dunque la segnalazione ai militari, che intensificano i controlli.
E difatti nella notte passata, dunque fra lunedì 2 e martedì 3, entrano in azione e colgono in flagranza di reato il sospettato al quale, complessivamente, dal principio di febbraio e fino all’ultimo episodio, vengono contestate ruberie complessive di carburante per la cifra di 1.800 euro (ai prezzi attuali, all’incirca, un migliaio di litri). Econord, quale parte lesa della vicenda, aveva presentato segnalazioni degli ammanchi all’Arma.
E nell’ultima notte i militari della Stazione di Lavena Ponte Tresa sono entrati in azione facendo scattare le manette per furto aggravato e continuato, cioè per i furti nel loro complesso e per aver agito servendosi di un mezzo fraudolento (i tubi di gomma per l’estrazione del gasolio), e su cose destinate ad un pubblico servizio, vedi appunto la raccolta di rifiuti porta a porta coi camioncini che al mattino all’alba fanno la spola fra le abitazioni private e i centri di raccolta di plastica, vetro, umido e così via.
Il sospettato non vive lontano dalla struttura dove avvenivano i furti, ed è risultato essere un ex dipendente della società. L’arresto in flagranza è stato convalidato dal giudice. Il pubblico ministero aveva chiesto la custodia cautelare in carcere ma il difensore Corrado Viazzo ha ottenuto per il suo assistito gli arresti domiciliari. La tecnica per il furto, già illustrata, dava i suoi frutti in maniera abbastanza rapida, agevolata dal cancello della ditta che rimaneva aperto: il carburante veniva messo in alcune taniche poi nascoste nel baule dell’auto del sospettato.
(immagine di repertorio)
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