Cesvov: dieci anni al servizio del volontariato

Giovedì 18 dicembre, il Centro servizi di Varese festeggia i suoi dieci anni di attività. Il direttore Ampollini traccia il bilancio positivo, con qualche neo

Dieci anni di attività, di consulenze, promozioni, divulgazioni per far crescere l’animo volontaristico della società nel ventunesimo secolo.

Giovedì 18 dicembre nell’aula Borghi dell’Istituto De Filippi a Varese, il Centro servizi per il Volontariato della Provincia di Varese festeggerà dieci anni di attività.

Nato per volontà del legislatore che volle mettere un po’ di "ordine" nel mare di attività volontaristiche dell’Italia fino agli anni ’80, il Cesvov varesino fu la semplice trasformazione istituzionalizzata del  Coordinamento provinciale già operante, seppur a livello molto empirico: « All’inizio non sapevamo esattamente cosa ci aspettava – ricorda Maurizio Ampollini, direttore del Cesvov – era la prima esperienza a livello europeo e ignoravamo totalmente come ci dovevamo muovere, con quali obiettivi e con quali risorse».

Gli inzi un po’ a "tentoni" si risolsero, comunque, in grandi consulenze per mettere "in regola" le esperienze fatte in periodi di  estremo fervore e scarse competenze amministrative: « Le nostre prime incombenze furono di tipo consulenziale. Ci chiedevano di mettere a posto gli statuti, i libri contabili, le organizzazioni. Insomma, soprattutto un supporto di tipo giuridico e burocratico. Negli anni, poi, abbiamo consolidato l’attività di formazione e quella di promozione del volontariato. Solo di recente stiamo sviluppando la nostra quarta "mission" che è quella della comunicazione».

Come funziona e come si "sostiene" il Cesvov?
« Il Centro servizi è un ente privato al servizio delle associazioni e ha un sistema di finanziamento privato, nel senso che esiste una normativa che destina un quindicesimo dei fondi delle Fondazioni bancarie ai Csv. I rapporti sono di tipo regionale per cui, in Lombardia, il referente principale è la Fondazione Cariplo. Lo scorso anno, per esempio, i fondi disponibili erano eccedenti per i nostri servizi per cui si è deciso di aprire un bando del valore di due milioni di euro destinati a progetti di coesione sociale. La nostra funzione non è quella di erogare finanziamenti, ma di dare supporto nelle attività progettuali».

Come giudica il tessuto volontaristico varesino?
«È un po’ troppo miniaturizzato. Ci sono realtà dalla durata effimera perchè legate ad una sola persona e alle sue vicende personali. Manca assolutamente il coordinamento e in questo mare magnum di sigle, spesso le esperienze significative vengono dimenticate o snobbate ai tavoli decisionali.  Ci sono, però, alcune splendide realtà molto coese, come quella della Valcuvia o di Busto, dove la messa in rete dei singoli soggetti ha permesso di lavorare fruttuosamente nei piani di zona. Insomma, in questo campo, piccolo non è bello…»

Il mondo del volontariato è ancora in sofferenza per mancanza di personale?
«Questa è una diceria che va sfatata. Non è vero che siano diminuiti i volontari. Semmai sono aumentate notevolmente le associazioni tra cui dividersi. Con questa logica della duplicazione di realtà è chiaro che si corra il rischio di assenza di "manodopera". Ma il problema è quello che abbiamo già visto prima. Come Cesvov auspichiamo la nascita del Forum del volontariato, dove tutte le organizzazioni si possano sedere e mettere sul piatto competenze, esperienze, idee e personale per una crescita condivisa».

Qual è il maggior campo di azione del volontariato?
«Indubbiamente il sociale e il sanitario. In particolare, la mobilità di anziani, malati, disabili. C’è tanta offerta in questo campo ma anche molta confusione. Il volontario deve mettersi al servizio di chi soffre e non di chi è pagato per fornire servizi….»

Dieci anni di gioie o di dolori?
« È stato un cammino lungo ma intenso e ricco di bellissime esperienze. Dietro all associazioni si celano storie inimmaginabili, esperienze uniche che ti ripagano di qualsiasi stanchezza o fatica».

Auguri e, come si dice?, cento di questi anni…
«In una sede prestigiosa come questa, con attività sempre più numerose e… Comincio a sentirmi stretto anche in questo nuovo spazio se guardo al futuro…»

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Pubblicato il 17 Dicembre 2008
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