Cimberio, la fuga è finita

Varese-Reggio E. 75-77. Prima sconfitta interna dei biancorossi, con Nikagbatse che fallisce il tiro della vittoria. Non basta Galanda

Sembra un ciclista costretto a rialzarsi, la Cimberio che perde in casa per la prima volta quest’anno contro la Trenkwalder Reggio Emilia (75-77). Uno di quei corridori che è entrato in quella che poteva sembrare la fuga buona e che invece si è ritrovato con addosso il gruppo dei migliori che da ora in poi proveranno a rilanciare l’azione. Varese muore con l’ultimo pallone in mano, come nel primo supplementare di Casale, e si interroga sui troppi passaggi a vuoto che ne hanno condizionato la partita. Childress gioca una gara da dopolavoro, Martinoni fa 5 falli in 7’, Gergati non lascia tracce, Nikagbatse va in altalena, sbagliando però malamente il tiro decisivo. Già perché la Cimberio, sotto anche di 10 nell’ultimo quarto, era riuscita a ribaltare una partita segnata, a passare in vantaggio (75-73, tripla di Genovese) e, dopo il sorpasso di Smith, pure di recuperare il pallone per chiudere i conti. Il tedesco però ha tirato cortissimo nonostante avesse campo libero davanti, gelando un palazzetto che per come si era sviluppata l’ultima azione stava pregustando il colpaccio. Non è accaduto, e non sono bastati né un Galanda splendido (22, 4/4 da 3) né il dominio a rimbalzo (36-21) per rimanere in fuga. Non tutto è sbagliato, ma tutto è ora da rifare, come diceva Gino Bartali che di fughe se ne intendeva. Consoliamoci con il fatto che Ginettaccio alla fine vinceva pure Giri e Tour: da domenica prossima a Brindisi dunque ricominciamo a pedalare forte. Ci potrebbe stare anche qualche mal di pancia nei confronti dei tre in grigio, ma per ora lasciamo perdere. A proposito, fortissimo va già Nicolò Melli a 17 anni: 24 punti, 38 di valutazione. Il futuro potrebbe essere suo, il presente un po’ lo è già.

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Cimberio Varese – Reggio Emilia 75-77 4 di 28

COLPO D’OCCHIO – Buon pubblico a Masnago per uno dei match con il passato più ricco dell’attuale LegaDue. Varese affronta Reggio Emilia in una partita che vale le zone alte della classifica e i tifosi ospiti appendono uno striscione che ben sintetizza la condizione di due società simili costrette al secondo campionato: “Tempi duri”.

PALLA A DUE – Misan Nikagbatse è recuperato e va regolarmente a referto (in quintetto) dopo lo spavento di Casale: l’infortunio agli adduttori è stato subito risolto. Rimane dunque fuori dai dieci Boscagin con un pizzico di delusione perché la guardia ci teneva a giocare contro la squadra di cui è stato il capitano. La Trenkwalder rinuncia a Evtimov e al suo posto presenta il lungo tedesco Heinrich, subito in campo come la giovane speranza nazionale Melli.

LA PARTITA Proprio Nikagbatse è il migliore a inizio partita quando Varese e Reggio si alternano al comando. In luce si mette pure Melli, con 5 punti e una stoppata notevole su Galanda. Gek si rifà subito: piazzato e schiacciata per il 15-12 interno. Tocca a Smith allungare a favore della Trenkwalder ma la sirena premia ancora i padroni di casa. Merito di Nika, Martinoni e Dickens, autori dei punti del 25-22.
Al rientro sia Marcelletti sia Pillastrini scelgono la difesa a zona e Reggio ne approfitta: Galanda sbaglia due volte, Fultz pareggia dall’arco e la Trenk allunga sino a +4. Dickens e Martinoni impattano ma il giovane varesino commette pure il terzo fallo. Il punteggio risente dell’azione delle due difese, così si va al riposo sul 36-35 con Melli che allo scadere replica alla tripla di Galanda.
Dopo l’intervallo Varese pare un po’ svagata e soprattutto paga l’uscita di Cotani, caduto dopo aver recuperato un pallone e portato in panchina con una spalla fuori posto. A pareggiare il nuovo vantaggio emiliano è Galanda con 5 punti ai quali ne aggiunge 4 Dickens. Il solito arbitro Pascotto dà sale alla gara fischiando un fallo assurdo ai danni di Kaniel, decisione che giustamente scatena Masnago visto che Varese aveva pure recuperato palla. La Cimberio risente di ciò e del risveglio di Young che da solo spinge i suoi al massimo vantaggio (47-52): Pillastrini chiama minuto e rimette la difesa a zona fino all’ultimo intervallo: 51-56.

IL FINALE – Varese comincia male, trafitta dal solito Young e da Heinrich. Masnago capisce il momento difficile e si scalda, Cotani – appena rientrato – rompe il digiuno ma Nika dall’arco sbaglia l’ennesimo tentativo. Nuovo fischio dubbio, e per Martinoni è quinto fallo; Pillastrini abbassa il quintetto ma paga un altro fallo “da proteste”, il quarto di Childress. Melli da tre centra il +10, imitato proprio dal tedesco che non ha paura a rimettersi in gioco. Marcelletti perde Heinrich per falli e finalmente Passera si risveglia costringendo Fultz all’antisportivo. Serve a poco: 1/2 ai liberi, palla persa (58-63) e attacco che si ferma sul ferro. Pillastrini prova pure Genovese contro la zona ma perde Childress per falli. Il capitano però non si arrende: Galanda piazza due canestri pesanti e grazie ai liberi di Passera Varese accorcia a -3. Reggio torna da Young che non fallisce i personali così come Passera non trema in penetrazione. Melli stavolta cicca da 3 e viene punito da Genovese che è freddissimo dall’arco per un insperato 75-73 a 54” dalla sirena. Ancora Young per il pareggio dalla lunetta poi Melli stoppa Passera in un’azione in cui molti vedono un fallo. E così a ghiacciare il palazzetto è Smith che segna da 2 e sbaglia il libero aggiuntivo ma Melli prende il rimbalzo. Varese recupera palla su una rimessa è ha comunque l’ultima azione: Passera si beve il campo, sceglie di provare a vincere e trova Nikagbatse tutto solo nell’angolo. Varese si alza in piedi ma Misan si spegne: il suo tiro è cortissimo, raggrinzito, indigesto. Reggio se la gode, Varese va al tappeto amaramente e perde la vetta solitaria della Lega Due. Come si diceva su quello striscione, "Tempi duri".
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Pubblicato il 14 Dicembre 2008
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