Paola, l’artista di casa nella “Valle dei filosofi”
Lavora e produce esattamente come un artigiano ma infonde ai suoi oggetti un valore aggiunto che non è solo la competenza e la professionalità con cui li realizza
Vedere lo studio dove lavora Paola Cammarata, così fitto di oggetti strampalati, manuali e strumenti particolari, fa correre la mente a botteghe artigiane d’altri tempi, dove tutto era funzionale alla realizzazione di un mestiere. Solo che lei non è un’artigiana, o meglio non nel senso più stretto del termine, e fatica lei stessa a definire la sua attività una professione. Lavora e produce esattamente come un artigiano ma infonde ai suoi oggetti un valore aggiunto che non è solo la competenza e la professionalità con cui li realizza, ma quel pizzico di creatività che distingue un prodotto di consumo da un oggetto d’arte. («ogni mio lavoro è una specie d’incontro tra me e l’oggetto o tra me e i miei sentimenti».) Paola Cammarata è un’artista varesina, lavora nel varesotto e in particolare nel suo laboratorio di Giubiano. 
Difficile inquadrare un suo campo artistico o una tecnica di riferimento, è un’artista assolutamente poliedrica nella sua produzione, lavora la ceramica, la terra cotta e dipinge («un po’ per convenienza un po’ perché mi piace sperimentare tutto» confessa). Non ha l’aspetto strampalato di un artista eccentrico costantemente impegnato nell’inseguimento della propria vocazione, tutt’altro, da l’idea di essere molto metodica nei suoi lavori, e di non far mancare alla sua attività pratica la giusta dose di impegno teorico (almeno a giudicare dalla biblioteca che sta alle spalle del suo tavolo da lavoro, fitta fitta di libri e manuali d’arte). Nasce come artista, la passione la deve mamma, studia da architetto e poi torna alla sua vocazione di artista dedicandosi ad essa totalmente. La casa dove vive è decisamente segnata dai frutti della sua attività, dalla porta d’ingresso, da lei decorata personalmente, ai tanti quadri appesi alle pareti «lavori miei e di mia mamma, ci tengo a ricordarlo – dice – grazie a lei ho sempre vissuto circondata dall’arte, e a lei devo anche il mio laboratorio».
Di recente ha iniziato alcune collaborazioni con i comuni del Varesotto, suo è il murales in via Verdi a Brunello e suo anche quello sulla strada che da Azzate porta a Vegonno. «Preferisco indubbiamente lavorare con i piccoli comuni – ci dice Paola Cammarata – perché le persone sono più semplici, si riesce a instaurare un rapporto più diretto che permette anche di fare un lavoro più curato e rispettoso della realtà che si vuole valorizzare». Proprio quest’ultimo lavoro ha un significato particolare, si trova infatti poco prima della “Valle dei filosofi”, la piana di Vegonno riconosciuta dal FAI patrimonio nazionale, e nasce dall’idea del comune di Azzate di valorizzare e rappresentare piante, animali e tradizione agricola di questo importante sito naturale. «sono stati necessari una cinquantina di giorni per la sua realizzazione – ci spiega Paola – quello che ho voluto creare è un disegno che esprime le sensazioni evocate dal territorio circostante».
Adesso Paola sta preparando i suoi lavori da esporre alla mostra “mani e… meraviglie” organizzata dall’associazione “La Nicchia, arte – donna” nella sala Veratti dal 29 novembre all’11 dicembre. «Il periodo di Natale è sempre molto pieno di lavoro, sono costretta ad aumentare la produzione di oggetti regalo, specialmente in ceramica. A proposito faccio decorazioni di vetrate l’avevo detto?». Ecco, non l’aveva detto ma fa anche quello.
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