Piccoli mali di stagione: conoscerli per curarli
Due opuscoli, tradotti in otto lingue, sono stati realizzati dall'Asl per dare consigli e indicazioni nei casi di maòlesseri più frequenti tra i bambini
Febbre alta o diarrea? Potrebbe non essere necessario precipitarsi al pronto soccorso.
Spesso, la mancata conoscenza e l’ansia possono contribuire a peggiorare una situazione di malessere gestibile in modo diverso.
Questa riflessione è alla base di due opuscoli che l’Asl ha redatto e ha distribuito nei propri distretti, negli ambulatori dei pediatri di libera scelta, nei pronto soccorso.
Le riflessioni, tradotte in otto lingue per raggiungere il maggior numero di utenti possibile, aiutano a comprendere meglio il malessere dei propri figli e a migliorare le condizioni generali del bambino anche quando si deve comunque ricorrere al pronto soccorso:
«Abbiamo un tavolto territoriale che coinvolge i pediatri di libera scelta e gli specialisti ospedalieri – spiega il direttore sanitario dell’Asl Elio Marmondi – Dal confronto è emerso che spesso il pronto soccorso è usato in modo improprio, oppure si adottano misure che sembrano efficaci ma che, in realtà, sono dannose e complicano le condizioni generali del piccolo».
Sulla febbre, per esempio, l’opuscolo spiega che le linee di alterazione non rappresentano la malattia ma la reazioni di difesa dell’organismo per distruggere più rapidamente i germi. Una temperatura elevata può anche risolversi spontaneamente senza ricorrere alle cure mediche.
L’opuscolo contiene consigli su come si misura la febbre ( per bimbi con più di due anni a livello ascellare dai 3 ai 5 minuti, se inferiori ai 24 mesi per uno o due minuti per via rettale), e sui danni che può provocare ( nessun danno se non supera i 42°, nemmeno in caso di convulsioni che, nei bimbi predisposti tra 1 e 5 anni, possono rappresentare fenomeni benigni).
Cosa fare quando un bimbo ha la febbre? Anche in questo caso, la pubblicazione dà consigli preziosi: non coprire il bambino, farlo bere spesso e poco, lasciarlo giocare e muoversi, ricorrere ai farmaci solo se le condizioni generali non sono buone e il piccolo è sofferente o infastidito. Di solito è consigliabile somministrare il paracetamolo, ma quando l’alterazione è superiori ai 38,5°, evitando comunque all’antibiotico se non dietro ricetta medica.
Al pediatra è bene rivolgersi sempre quando il piccolo ha meno di tre mesi, o se ha meno di un anno se la febbre dura da almeno 72 ore. In ogni caso, è bene recarsi al Pronto soccorso quando la temperatura elevata è associata ad altri segni allarmenti ( cefalea intensa, dfifficoltà respiratorie, vomito, sonnolenza, ecc) e in particolare quando il bambino ha meno di un anno.
Uguali indicazioni e consigli vengono dati nel caso di diarrea ( evacuazione di 3 o più scariche di feci di consistenza molle o semiliquida), malattia spesso associata alla disidratazione.
I sintomi che devono impensierire sono l’irritabilità, la scarsità di urine, lingua e pelle secche, una sete marcata. In questi casi è consigliabile dar da bere liquidi, magari soluzioni in commercio a base di banana o arancia, in piccole e frequenti dosi, evitando accuratamente cola, succhi o tè zuccherato. In ogni caso è bene non sospendere mai il latte materno ed evitare cure antibiotiche spesso controindicate. La visita diventa urgente quando il bimbo ha meno di tre mesi, quando sono presenti più di tre segnali di disidratazione, in presenza di sonnolenza o vomito irrefrenabile.
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