Agostinelli: “Dopo l’Alfa tocca a Malpensa”

Il consigliere regionale di Prc-Se parla di desertificazione dopo la scelta di Cai e i riflessi sullo scalo varesino

«La vicenda di Cai segna il secondo grande fallimento per Formigoni dopo la desertificazione dell’Alfa di Arese con l’affossamento del polo per la mobilità sostenibile». Lo sostiene il consigliere regionale di Prc-Se Mario Agostinelli (nella foto), in merito alla decisione di Cai e alle scelte della nuova compagnia di bandiera. «Gli accordi con Air France – ha spiegato Agostinelli – escludono di fatto Malpensa dal progetto di rilancio della compagnia, compromettendo così gli equilibri economici e sociali della nostra regione.Si tratta di un disastro annunciato, da imputare a scelte che hanno privilegiato interessi politici di parte, prive di qualunque verità industriale ma sempre infarcite di una sterile propaganda confezionata a cena nelle residenze private del premier.Un risultato a cui si perviene nelle peggiori condizioni oggettive: ai tempi di Prodi, Air France avrebbe messo 1,85 miliardi di euro per risanare e investire, dando in cambio titoli Air France allo Stato; oggi la cordata dei “venti patrioti” di Cai ha pagato 427 milioni, facendo gravare sui cittadini italiani il debito rilevante; per l’occupazione, rispetto all’ipotesi di Prodi, si passa da 2120 esuberi a oltre 4000; per la flotta, Cai mantiene 148 aerei ma tra essi si assumono in leasing i velivoli di Air One determinando un costo aggiuntivo; i voli intercontinentali dall’Italia passano da 20 a 16, cioè 13 da Fiumincino e solo 3 da Malpensa; i voli Alitalia da Malpensa erano 170, ne rimangono 16».
«In Aula  – conclude il consigliere regionale – abbiamo presentato un ordine del giorno per chiedere un impegno della Giunta a modificare radicalmente la linea disastrosa tenuta finora, a preparare un progetto di riforma dell’intero sistema aeroportuale della Lombardia e del Nord Italia, che salvaguardi la vocazione internazionale di Malpensa e i livelli occupazionali di tutti gli scali, compreso Linate, da discutere preventivamente in un’apposita seduta del Consiglio regionale; e infine a intervenire nelle sedi opportune perché sia superato il monopolio consegnato a Cai sull’assegnazione delle tratte più remunerative, promuovendo nei confronti del Governo un’azione efficace, in considerazione delle gravissime conseguenze che travolgerebbero la Lombardia.

Da oggi appaiono del tutto evidenti di fronte a cittadini ed elettori le responsabilità di coloro che, dentro le istituzioni lombarde e dentro il Governo nazionale, hanno distrutto un’ipotesi plausibile di politica industriale, seppellendo qualsiasi prospettiva occupazionale adeguata per Malpensa e persino mettendo in discussione il futuro di altri scali».

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Pubblicato il 13 Gennaio 2009
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