Cgil: «Sulla crisi le istituzioni sono assenti»

La Camera del Lavoro annuncia una «calda» primavera: raffica di scioperi, assemblee e manifestazioni. «Ci escludono per consuetudine ma è un errore noi siamo il più importante sindacato italiano». Crescono gli iscritti

L’occasione è la presentazione dei dati dei nuovi iscritti alla Cgil, ma la nuova segreteria di via Nino Bixio, con in testa Franco Stasi, punta la sua attenzione sulla crisi economica, l’accordo separato voluto dal Governo che ha escluso la Cgil e l’immobilità istituzionale della provincia. Risultato: nei prossimi mesi ci saranno una raffica di scioperi, manifestazioni e assemblee. «Escludere la Cgil, la più grande organizzazione sindacale del Paese, dall’accordo di Governo – esordisce Stasi – è sbagliato sia nel metodo che nella sostanza».
(foto, la nuova segreteria della Cgil. Da sinitra:  Antonio Ciraci, Franco Stasi, Marinella Magnoni, Oriella Riccardi e Gian Marco Martignoni)

In queste ore è in corso un direttivo nazionale della Cgil dove si delibererà uno sciopero generale di 4 ore. La Funzione pubblica e la Fiom scenderanno in piazza il 13 febbraio, a Roma il 5 marzo ci sarà una manifestazione dei pensionati;  si bisserà il 4 aprile, sempre a Roma, per segnalare le proposte  fatte in questi mesi dalla Cgil e non accolte dal Governo.  «Noi abbiamo fatto delle proposte precise per affrontare la crisi – continua Stasi – a partire dalla detassazione delle tredicesime all’allargamento degli ammortizzatori sociali, fino al fatto che il nuovo modello di contrattazione non consente il recupero dell’inflazione. Comunque, ormai per questo governo escludere la Cgil è una consuetudine. Chiederemo una consultazione dei lavoratori».

Sul territorio le cose non vanno meglio. Il segretario provinciale della Cgil lamenta la mancanza di un tavolo istituzionale per affrontare la crisi. «A parte le associazioni di categoria – afferma Stasi – non c’è nessuno che si muove, a cominciare  dalla Provincia che non si fa sentire e non convoca il tavolo provinciale».
La Cgil sciorina i dati della crisi: i lavoratori in cassa integrazione straordinaria sono 5.000, i contratti a termine non rinnovati sono 8.000 in provincia di Varese, 200 mila in tutta la Lombardia.
«Per alcuni lavoratori la situazione è drammatica, perché la cassa integrazione straordinaria richiede tempi di attivazione lunghi, anche fino a 4 mesi. E un lavoratore nel frattempo cosa fa? muore di Fame? Allora con gli altri sindacati abbiamo una proposta: le banche aniticipino i soldi ai lavoratori e poi si faranno rifondere dall’Inps. Incontreremo presto i rappresentanti dell’Abi, mentre settimana prossima vedremo i rappresentanti di Univa».

Nella segreteria della Camera del Lavoro le buone notizie arrivano dai dati del tesseramento. Gli iscritti alla Cgil varesina son 71.013 (+ 6,77 per cento), il 29,7 % sono lavoratori dell’industria, il 10, 54 % vengono dal terziario, il 7,6 dal pubblico impiego, i disoccupati iscritti sono lo 0,27%. La parte del leone la fanno i pensionati che possono vantare un lusinghiero 51,82 %, ovvero 36.993 iscritti, quasi tremila iscritti in più dei lavoratori attivi.
Ampiamente rappresentati gli stranieri con 3.770 iscritti e le donne 28.624.
In crescita anche i servizi di via Nino Bixio (Csf, Patronato Inca e ufficio vertenze) con 83.050 pratiche fiscali elaborate, 1431 vertenze individuali, 14.619 pratiche previdenziali, 972 pratiche per la regolarizzazione degli immigrati.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 30 Gennaio 2009
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