La paura del ferroviere e la responsabilità dell’assessore
Il punto di vista del consigliere regionale Roberto Porta sulla vicenda che ha visto coinvolto l'assessore cattaneo sul treno Milano-Bergamo
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del consigliere regionale di Rifondazione Comunista Roberto Porta in merito all’identificazione da parte della Polfer dell’assessore Cattaneo.
Stamattina, sul treno Bergamo-Milano delle 7.42 uno zelante capotreno ha chiamato la polfer per “reprimere” un giornalista che fotografava l’ordinario degrado delle carrozze su cui viaggiano ogni giorno migliaia di pendolari. Il fotografo accompagnava l’assessore regionale ai Trasporti, Raffaele Cattaneo, che ultimamente frequenta le ferrovie locali “in incognito”. Cattaneo non ha perso l’occasione per manifestare la propria indignazione: è evidente che Trenitalia si preoccupa moltissimo dell’immagine, per niente del pessimo stato del servizio.
Sull’episodio, subito rilanciato da radio e agenzie stampa, interviene il segretario regionale del Prc Lombardia Alfio Nicotra:
Spero proprio che a fare le spese di quanto accaduto non sia come al solito l’ultima ruota del carro, cioè il dipendente che ha applicato la disciplina aziendale. Disciplina assurda e incivile, di cui sa qualcosa il macchinista Dante De Angelis, più volte licenziato per aver testimoniato alla trasmissione della Rai Report, per aver reso pubblici gravi fatti inerenti la sicurezza dei passeggeri e dei lavoratori delle Ferrovie, come lo spezzamento degli Eurostar in stazione centrale a Milano del luglio scorso.
Ecco il contesto nel quale è maturata la vicenda di oggi. I dipendenti delle Fs hanno paura, la pressione imposta dall’azienda è pesante: se si dice, o si permette di dire e di documentare, che il servizio ferroviario va in pezzi, si può rischiare il posto di lavoro. L’assessore regionale ora tocca con mano un altro aspetto della realtà inaccettabile in cui è precipitato il sistema ferroviario, e ha poco da fare l’offeso. Per il resto, sa benissimo come stanno le cose, perché proprio la Giunta Formigoni è responsabile della spesa e dei contratti di servizio ferroviari regionali, e perché ogni mese il suo ufficio riceve valanghe di messaggi dettagliati e esasperati dai pendolari di ogni angolo della Lombardia. Ne riceverebbe senz’altro di interessantissime anche dai ferrovieri, se non avessero il bavaglio.
I viaggetti ‘in incognito’ da principino delle operette preoccupato per le condizioni del popolo sono l’ennesimo espediente di comunicazione demagogica per tentare di coprire anni e anni di politiche dei trasporti fallimentari e nemiche del bene pubblico.
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