“Politica e valori cristiani”

Il Club don Luigi Sturzo risponde alle recenti affermazione del candidato sindaco indipendente Angelo Proserpio

riceviamo e pubblichiamo
 
Abbiamo letto con vivo interesse il commento del neo-candidato sindaco Angelo Proserpio e lo ringraziamo perché ci dà occasione di chiarire tre punti.
Per prima cosa ricordiamo che il Club Don Sturzo non è un partito, bensì un luogo di incontro super-partes, di confronto e di progettazione per i cristiani impegnati in politica e nel sociale, pur militando in coalizioni e associazioni diverse. Proprio al fine di non perdere la sinergia fra politici e volontari cattolici che troppo spesso si parlano da schieramenti opposti e troppo poco dialogano sui valori comuni, abbiamo creato il modesto progetto del nostro club. Nessuno dunque se ne abbia a male se “tifiamo” per personalità vicine al nostro credo. Ciononostante il nostro rispetto e la nostra benevolenza è rivolta a tutti, specialmente a Proserpio che gode della nostra stima. Si rilegga infatti, il nostro comunicato del 20 gennaio scorso ed il nostro riconoscimento sul valore del pluralismo.
In secondo luogo, parlando del sottoscritto, faccio presente qualora fosse sfuggito, che da tempo non sono più il coordinatore di Forza Italia e che non ricopro alcun incarico partitico, proprio perché ora la mia priorità è l’attività di questo circolo. Delle scelte di quel partito risponderanno altri responsabili.
Terzo e più importante punto. Proserpio ha ragione da vendere e concordiamo nell’affermare che i “…cattolici ideali in una democrazia. Sono coloro che non si appellano ai simboli del cattolicesimo per rivendicare posti e quote di potere; sono coloro che fermentano le istituzioni non come lobby e correnti ma come il lievito nella pasta, al di fuori da ogni logica di appartenenza…”. Ecco, pur nella nostra semplicità, il Club Don Sturzo tenta di essere proprio quel lievito e, in questo senso, la reazione di Proserpio ci conforta.
 
Sappiamo di essere inadeguati e insufficienti, tuttavia ci sforziamo di far lievitare i concetti che intelligentemente ci sottopone l’amico Proserpio: valori cristiani, dispute moralistiche e teologiche, cattolici della nostra epoca, “fede adulta”… e, soprattutto soffermiamoci sull’assioma dichiarato: “In politica, bisogna sgomberare il campo dalle ideologie e dai valori assoluti, bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare, affermare la laicità delle istituzioni” e ancora: “La fede o l’ossequio alla gerarchia ecclesiastica è cosa della coscienza, è un fatto personale”. A questa concezione che risale all’oscura rivoluzione dell’illuminismo, proponiamo una meditazione sulle parole del Santo Padre Benedetto XVI: “… nella storia sorge lo Stato puramente secolare, che abbandona e mette da parte la garanzia divina e la normazione divina dell’elemento politico, considerandole come una visione mitologica del mondo e dichiara Dio stesso come affare privato ( e, a tal proposito, lo spirito del Concilio, come esposto da Proserpio, non è propriamente concepito), che non fa parte della vita pubblica e della comune formazione del volere. Questa viene ora vista solamente come affare della ragione, per la quale Dio non appare chiaramente conoscibile: religione e fede in Dio appartengono all’ambito del sentimento, non a quello della ragione. Dio e la sua volontà cessano di essere rilevanti nella vita pubblica” (v. J. Ratzinger, “Europa-I suoi fondamenti oggi e domani” cap. 1.2; 2004, Ed. San Paolo).
Ragioniamo dunque: così come un corpo è comunque indissolubilmente legato alla sua anima fino alla morte, così uno Stato non può essere separato dal suo popolo. Un corpo può vivere di solo pane, ma la sua anima ha bisogno del pane di Gesù e della parola di Dio. Allo stesso modo uno Stato può vivere di sole istituzioni laiche e leggi, ma il suo popolo avrà sempre sete della verità che rende giustizia e dell’amore che rende liberi, cioè della fede!
Ed il senso di smarrimento dello Stato e della società di fronte al drammatico caso di Eluana Englaro, la dice lunga su tal punto.
Rinnovando i sensi di gratitudine a Proserpio che ha aperto un dibattito alto, fruttuoso e intelligente (finalmente!), che meriterebbe di essere approfondito con relatori più preparati, formuliamo ad egli i nostri auguri per la sua campagna elettorale.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 12 Febbraio 2009
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