Cimberio, che festa: l’uragano Slay abbatte Milano
Varese-Armani Jeans 73-66. Splendida prestazione della squadra di Pillastrini che festeggia il ritorno in A superando i favoriti ospiti. Il pivot da cineteca: 33 punti e 14 rimbalzi, ma tutta la squadra si merita i riflettori
I cerchi si chiudono, nel modo migliore. Quello aperto dieci anni fa quando i Roosters tricolori caddero contro la sfavorita Milano e quello iniziato due stagioni fa con il cammino che portò Varese in LegaDue dove i biancorossi hanno dovuto sudare sette camicie per risalire. Ecco, la vittoria della Cimberio nella partita d’esordio in questa nuova Serie A manda in soffitta tutto questo passato nefasto e riconsegna una volta per tutte la passione e la storia di Varese alla grande pallacanestro italiana. Non sappiamo se l’impresa di Galanda e compagni (73-66 ai nababbi dell’Armani Jeans) rimarrà isolata o avrà un seguito a partire da settimana prossima: quel che è certo però è che la squadra di Pillastrini ha già dimostrato di valere la categoria facendo suo un match condotto dall’inizio alla fine, ad eccetto di un paio di minuti nel terzo periodo. E la Cimberio di oggi è sembrata una grande squadra di… ciclismo: capace cioè di lavorare a fondo con tutti gli effettivi per lanciare nel modo migliore la propria punta che si è concretizzata nel corpaccione di Ron Slay (foto di M. Guariglia). Il pivottone americano ha chiuso con 33 punti, 14 rimbalzi, 9 falli subiti e 46 di valutazione: un uragano che ha fatto impallidire i celebrati Petravicius e Rocca e che ha consegnato a Masnago la prima gioia stagionale. Ma nella sua straordinaria partita c’è davvero tutta Varese: la difesa di Cotani su Hall, i tanti assist di Childress, il sacrificio di Galanda, fino al coraggio di Passera, travolto da Finley per mezz’ora ma decisivo nel tratto finale. Tra sei giorni si va a Teramo, a verificare quanto valga questa squadra in trasferta: sarà altrettanto dura, ma intanto Varese ha risparmiato cerotti e lacrime. Quelle, oggi, sono tutti stipati nello spogliatoio con la griffe Armani: anche i ricchi piangono.COLPO D’OCCHIO – Il ritorno della serie A e del derby con Milano riportano i brividi più veri al palasport di Masnago. Un impianto che ne ha viste di tutti i colori ma che sa ancora riempirsi e scaldarsi al punto giusto per la sua squadra e per il suo sport d’elezione. Degno di un grande evento anche il contorno organizzato da club e sponsor per l’occasione. Per finire, il classico parterre de roi, arricchito da grandi ex, politici, sportivi (due nomi, Pozzecco e Cantele), giornalisti e chi più ne ha più ne metta.
PALLA A DUE – Squadre al completo con l’unica eccezione del giovane Zahariev, fermo per una distorsione. Pillastrini sceglie Cotani e non Morandais nel ruolo di ala piccola; Bucchi replica con un quintetto tutto estero: tre gli americani, due i lituani in campo.
LA PARTITA – Slay e Thomas sono i primi protagonisti stagionali: sono le loro giocate a costruire un 10-4 che stupisce in meno di 3’. Milano risponde alzando il pressing per limitare un Childress perfetto sui primi possessi. Il gioco non riesce e il play manda ancora Slay (11 punti) a festeggiare in area. Sotto di 10 al 6’, Bucchi prova Mordente mentre si vedono in campo Passera, Antonelli e Morandais. Si sveglia Finley: otto punti di fila e 23-18. Maciulis sigla il -2 che è il distacco al 10’: 25-23.Il pareggio è firmato da Hall dopo 3’ senza canestri ma Morandais trova una tripla dall’angolo per il nuovo vantaggio Cimberio. La chiave d’attacco però continua a essere Slay, sempre pronto in area ma anche reattivo a rimbalzo. Thomas si vede poco ma fa cose utili, sua la tripla del 35-30 dopo un canestro facile di Viggiano. All’intervallo tutti i giochi sono aperti: 37-34.
Inizia la ripresa con tre punti di Finley e tre liberi di Galanda che poi si vede fischiato un antisportivo assurdo, subito compensato da un fischio identico a Maciulis. Slay segna pure da tre, sfidando anche a parole Mike Hall che però pareggia poco dopo: 46-46. Per la Cimberio è un momento no: in pochi istanti l’AJ passa a condurre con Finley e Acker che schiaccia in contropiede. Pillastrini sceglie quindi la doppia regia Childress-Passera, spesso un fattore nel torneo scorso. Morandais si fa perdonare due dormite con la tripla del -1. Il solito show dell’arbitro Martolini (qui non ha mai fortuna…) scalda gli animi, compreso quello di Slay che pareggia in entrata e poi segna da 3 e da sotto su assist di Childress. Quando poi Cotani scippa la palla a Hall, Masnago riesplode: il terzo intervallo trova ancora Varese in vantaggio, 60-55.
IL FINALE – Milano ci mette poco a ricucire con Mordente e Rocca che però non ferma Slay, arrivato a 30 punti con un canestro nel traffico. C’è pure Passera, che sfida e batte Finley, ma poco dopo ecco il fischio tanto temuto: quinto fallo a Galanda per un “sospiro” e Varese senza capitano per i 7’ finali. La Cimberio fatica in attacco dove Morandais forza troppo, ma tiene il vantaggio in retroguardia. Quando finalmente Thomas si prende una tripla, Varese allunga sul 68-60. Ultimo time out per Bucchi che richiama in campo Hall ma Slay ha ancora tempo per il canestro del +10 e di svettare a rimbalzo offensivo. Purtroppo la Cimberio non capitalizza due possessi consecutivi e paga un gran gioco di Finley (70-63 a -2’37”); Milano alza la difesa, Varese dà palla a Childress per gestire il cronometro. Slay imbuca solo un libero ma l’Olimpia spreca una rimessa in attacco, un tiro di Mordente e un passaggio di Finley; errori in successione che non puniscono una Varese incapace di fare canestro. A 40” Passera segna un personale, Finley colpisce da tre e rimanda Marchino in lunetta per un altro 1/2; troppo tardi però per avere paura. Ci sono cinquemila persone (4.100 paganti… e tanti altri) in piedi che hanno già iniziato a fare festa: ora il baratro della LegaDue è definitivamente alle spalle.
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