La protesta è finita. Liberato il cantiere di via Nino Bixio
Non si sa se gli imprenditori che vantano crediti con la Rocca srl siano stai soddisfatti o se abbiano deciso di andarsese per altri motivi
Dopo due giorni di protesta, minacce di gesti inconsulti e incatenamenti ai ponteggi, il cantiere di via Nino Bixio a Gallarate è stato liberato dai manifestanti. Solo nella mattinata di ieri, mercoledì 14 ottobre, i lavoratori dipendenti delle ditte in subappalto per la realizzazione della palazzina Cristal avevano detto di essere pronti a salire sulla gru per avere i soldi che non vedono da quattro mesi: oggi, giovedì 15 ottobre, il cantiere è libero e gli operai dell’impresa che è subentrata alla Rocca srl ha già cominciato a posare il porfido nello spazio antistante la palazzina, un parcheggio di competenza del comune nel quadro del piano di intervento che prevede la riqualificazione di piazza Zaro ad Arnate. I sindacati non ne sanno nulla: per due giorni hanno presenziato per dare solidarietà, ma essendo la questione tra aziende hanno potuto fare ben poco. Le ipotesi sono diverse: o i padroncini delle tre piccole imprese che vantano crediti con la Rocca srl (tutti del Novarese) hanno raggiunto un accordo o con il committente o con la stessa Rocca srl, ricevendo i compensi richiesti
(circa 300 mila euro), oppure gli avvocati dell’impresa costruttrice di Borgo Ticino (i cui libri sono stati portati in tribunale lo scorso 8 settembre) hanno convinto i manifestanti ad abbandonare il campo, lasciando spazio al concordato con i sindacati, ipotesi non gradita agli imprenditori in questione che rischiano di incassare solo il trenta per cento di quanto pattuito con il costruttore. Fatto sta che già nella notte di ieri gli striscioni che chiedevano il pagamento del denaro erano spariti. E oggi anche le catene ai ponteggi e ai cancelli non ci sono più, per la felicità della Demo, l’immobiliare committente che ha già venduto una buona parte degli appartamenti di lusso, uno dei quali sembra anche al centrocampista del Milan Gennaro Gattuso, da tempo residente a Gallarate, e che non vede l’ora di terminare i lavori per consegnare le case ai nuovi proprietari.
(circa 300 mila euro), oppure gli avvocati dell’impresa costruttrice di Borgo Ticino (i cui libri sono stati portati in tribunale lo scorso 8 settembre) hanno convinto i manifestanti ad abbandonare il campo, lasciando spazio al concordato con i sindacati, ipotesi non gradita agli imprenditori in questione che rischiano di incassare solo il trenta per cento di quanto pattuito con il costruttore. Fatto sta che già nella notte di ieri gli striscioni che chiedevano il pagamento del denaro erano spariti. E oggi anche le catene ai ponteggi e ai cancelli non ci sono più, per la felicità della Demo, l’immobiliare committente che ha già venduto una buona parte degli appartamenti di lusso, uno dei quali sembra anche al centrocampista del Milan Gennaro Gattuso, da tempo residente a Gallarate, e che non vede l’ora di terminare i lavori per consegnare le case ai nuovi proprietari.La community di VareseNews
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