Il ct Franco Ballerini muore in un incidente di rally
Con lui Alessandro Ballan vinse i campionati del mondo nel 2008 a Varese. Il dramma in Toscana dove stava facendo da navigatore: i motori erano un'altra sua grande passione
Il ct della Nazionale di ciclismo, Franco Ballerini, è morto stamattina – domenica 7 febbraio – in un incidente avvenuto in Toscana durante un rally.
Ballerini, 45 anni, era nato a Firenze l’11 dicembre 1964. Dal 2001 era commissario tecnico della nazionale azzurra di ciclismo. Il rally era una passione cominciata a coltivare circa due anni fa con Paolo Bettini, campione mondiale e olimpico di ciclismo. La salma di Ballerini è stata portata all’Ospedale del Ceppo di Pistoia. Il pilota dell’auto al cui fianco viaggiava il ct azzurro è in coma.
Ballerini è stato un atleta con un forte legame sportivo con Varese: qui infatti centrò il primo grande successo da professionista, vincendo nel 1987 la celebre Tre Valli Varesine sotto un diluvio epocale, mentre nei panni di commissario tecnico portò alla vittoria Alessandro Ballan ai mondiali di ciclismo di Varese, nel 2008.
Specialista delle grandi classiche del Nord, il "Ballero" legò il suo nome alla Parigi-Roubaix che vinse in due occasioni (1995 e 1998) e fu anche palcoscenico del suo ritiro nel 2001 quando proprio nel velodromo più famoso del mondo concluse l’ultima corsa della carriera.
Nello stesso anno venne nominato commissario tecnico dell’Italia con cui ha conquistato una serie incredibile di vittorie. Già nel 2002 arrivò il titolo iridato a Zolder con Cipollini, poi due anni dopo ad Atene ci fu l’oro olimpico di Paolo Bettini. Il legame tra i due toscani era fortissimo (corsero a lungo insieme nello squadrone Mapei) e si strinse ancora di più in occasione dei due titoli mondiali del "Grillo" che vinse a Salisburgo nel 2006 e a Stoccarda l’anno successivo. Poi nel 2008 il già citato successo di Ballan sulle strade di Varese che Ballerini conosceva a menadito, tanto da volere impiantare qui anche l’ultimo ritiro (a Gazzada) per il mondiale di Mendrisio.
Di lui si è detto a lungo che avrebbe voluto tornare in ammiraglia in un gruppo sportivo, forse la Lampre di Saronni, ma al momento era ancora a tutti gli effetti ct dell’Italia. Fino al tremendo schianto contro un muro di Larciano, poche ore dopo aver assistito alla vittoria di Ale Petacchi al Gran Premio Costa degli Etruschi.
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