Approvato il nuovo contratto con Accam
Maggioranza compatta, anzi "allargata" con i voti favorevoli delle "new entry" Rosa e Fontana e di Cislaghi (gruppo misto). Passano la concessione del diritto di superficie e la fideiussione per le banche
«Un’impresa fantastica», l’ha definito così il sindaco Gigi Farioli quanto fatto per dirimere la complessa questione Accam. Il consiglio comunale ha approvatoil nuovo contratto che cede il diritto di superficie ad Accam e che permetterà alla società di poter dare il via al contratto con le banche per il finanziamento del revamping, l’ammodernamento dell’impianto di termovalorizzazione di Borsano dal costo di 33 milioni di euro. Idem per la fideiussione a garanzie delle banche finanziatrici. La maggioranza più i due ormai ex-consiglieri d’opposizione Gigi Rosa e Carlo Fontan (nella foto in alto con Porfidio)a, già strenui oppositori di Accam, e il consigliere del gruppo misto Mario Cislaghi, hanno votato la nuova convenzione che sposta il termine della stessa al 2025 e concede fino ad allora ad Accam il diritto di superficie sull’area attualmente occupata dall’inceneritore borsanese. Di fatto con ciò la struttura potrà essere ipotecata a ulteriore garanzia dei finanziatori dell’operazione di rilancio tecnologico dell’inceneritore.
Farioli ha elogiato il lavoro svolto in questi mesi dai suoi per portare a compimento questo passaggio fondamentale per poter procedere alla ristrutturazione annunciando che, "grazie a questa nuova convenzione è stato possibile trovare un nuovo accordo con Provincia e Regione che farà diventare Busto Arsizio un importante polo di riferimento energetico e ambientale a livello nazionale, invidiata in Lombardia". L’invidia non è però tale da spingere altri comuni a invitare un inceneritore di ultimissima generazione in casa propria: così di certo la pensano così dai banchi dell’opposizione che, in ordine sparso, ha cercato in ogni modo di contrastare l’approvazione del contratto. Diversi gli interventi da parte dei consiglieri del Pd che hanno sottolineato come questa scelta non mette in conto il futuro delle giovani generazioni "lasciando a loro in eredità – ha detto Erica D’Adda – una città che si è venduta a Varese e che ha scelto di essere la piattaforma provinciale dei rifiuti". Il consigliere Pd Alberto Grandi ha sostenuto che "i 27 milioni di euro in opere messi sul piatto da Provincia e Regione con l’intesa quadro non sono affatto certi e che l’accordo, di fronte alla cessione del diritto di proprietà ad Accam, può anche non essere rispettato senza conseguenze per l’inceneritore".
Dalla maggioranza il consigliere leghista Gianfranco Tosi ha posto l’accento sulla pausa di riflessione lunga nove mesi sulla decisione "Fa piacere che questa pausa di riflessione abbia portato ad un miglioramento sostanziale della qualità della proposta portata sul tavolo. Altrettanto positivo intervento sulla contrattualistica che ha portato a sostanziali modifiche che hanno permesso inserimenti che porteranno ad un miglioramento sul controllo dell’attuazione, al di là di quello che pensa l’opposizione. Busto avrà sempre 400 tonnellate giornaliere da smaltire come prima quindi non ci sarà nessun aumento di conferimento anche qual’ora dovessero aumentare i comuni che conferiranno". Diversa la strategia di Antonio Corrado di Rifondazione Comunista che ha scelto l’ostruzionismo – tentativo fallito – presentando oltre 300 emendamenti in parte nemmeno ammessi e, per il resto, falciati in massa a decine dalla maggioranza, uno dopo l’altro, dall’assise che ha votato "a mitraglia" sotto la guida inflessibile del presidente Speroni. Naturalmente sono invece state approvate le modifiche proposte da Lega e Pdl.
Conclusa la questione Accam, si è passati alla lunga discussione sul bilancio che si è prolungata fino a tarda ora nella notte.
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