«Eravamo sull’aereo e ci hanno fatto scendere»
La storia di una coppia di Castronno in partenza per Malaga che è stata fatta scendere dall'aereo a pochi minuti dalla partenza. La loro vacanza è saltata e non saranno rimborsati al 100%
E’ durata solo due ore la speranza delle migliaia di passeggeri che questa mattina (lunedì) hanno sperato di poter essere imbarcati sugli aerei in partenza dall’aeroporto di Malpensa per le varie destinazioni nazionali e internazionali. Dopo oltre 48 ore di stop per la nube di cenere ,proveniente dal vulcano islandese eruttato settimana scorsa, la speranza di tutti è stata, questa mattina, quella di poter riprendere la propria vita aggrappata alle ali di un aereo. C’è chi doveva viaggiare per lavoro, chi per tornare dalle vacanze e chi per le vacanze doveva partire, ha già pagato fior di quattrini, e si ritrova, invece, a trascorrere il tempo tra le poltrone dell’aeroporto anzichè all’ombra di una palma in qualche località esotica.
Sono stati pochi i fortunati che sono riusciti a prendere il volo verso la propria destinazione, questa mattina, mentre moltissimi altri si sono ritrovati nuovamente a bivaccare per ore nelle sale dell’aeroporto oppure a girovagare a destra e a manca in cerca di qualche informazione certa. Alcuni sono anche riusciti a salire sull’aereo, a prendere posto, allacciarsi le cinture per poi sentire la voce del comandante dire «non si vola – racconta una coppia di Castronno in procinto di partire per Malaga – ci hanno semplicemente detto che non si vola più fino a domani mentre poco prima di noi era partito un aereo. Ci hanno fatti scendere dicendo che la nube potrebbe ancora causare problemi. Sarà anche una questione di sicurezza ma lo trovo, comunque, assurdo visto che in Spagna hanno riaperto gli scali».
La coppia, marito e moglie, ha dovuto passare il resto della mattinata allo sportello della propria compagnia turistica per ottenere il rimborso totale del viaggio: «Non credo che ce lo rimborseranno tutto – racconta lei mentre lui è visibilmente alterato – dicono che al massimo ci daranno il 70% dei soldi altrimenti rimandano la nostra partenza a domani senza allungare il priodo di vacanza. Insomma in un modo o nell’altro perderemo soldi». Come loro moltissimi altri stanno in coda davanti agli sportelli delle proprie agenzie turistiche in attesa di risposte che arrivano a singhiozzo proprio a causa dell’inaspettata chiusura di questa mattina.
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