Forma studenti da podio, ma la sua cattedra è precaria

Iodice, docente di latino e greco al liceo Cairoli ha collezionato otto successi con altrettanti allievi impegnati in concorsi nazionali di greco e latino

Il professor Iodice in assegnazione provvisoria al liceo classico CairoliOtto successi su otto concorsi. Vanta indubbiamente un bel primato il professor Mario Iodice, docente di lettere classiche al liceo Cairoli di Varese. Degli otto allievi preparati per sostenere competizioni nazionali in lingua latina o greca, il professore ha "incassato" sempre prestazioni da podio o da menzione speciale. Una performance che non è passata inosservata al Ministero che ha preso carta e penna per esortarlo a proseguire nella sua opera formatrice con tanta passione e devozione.
Un encomio formale che ha lasciato l’amaro in bocca al docente, da undici anni in cattedra sia nella scuola sia  all’università Statale (greco miceneo) e Cattolica (socio-linguistica), ma con una "nomina provvisoria" che lo rende per definizione instabile per il futuro.
Il professor Iodice, in verità, è di ruolo e una cattedra ce l’ha, ma, volendo avvicinarsi a casa, sta vivendo la precarietà dell’attesa di un’assegnazione definitiva che, con i profondi tagli nella scuola, sembra diventare una chimera.
Studenti e genitori sono pronti a "incatenarsi" ai cancelli pur di non perderlo ma la preside Daniela Tam Baj può veramente poco contro una legge che impone regole rigide di reclutamento. Tanto successo, tanta passione non gli hanno mai valso nemmeno un punto in quella graduatoria che decide chi insegna e dove.

Ultimo dei successi collezionati è il secondo posto di Karim al concorso greco che si è svolto In provincia di Latina: « Il collegio docenti decide di proporre alcune attività extra curricolari. A me è stato affidato il progetto "Atene-Roma" e seguo la preparazione degli studenti per concorsi in lingua greca e latina – spiega Iodice – Karim mi era stato segnalato dalla sua Il professor Iodice con la targa vinta da Karim al concorso di grecodocente Angela Todisco che lo sta preparando con grande attenzione. In dieci, quindici ore, si imposta la preparazione che va oltre la traduzione, capacità che lo studente deve avere già ben sviluppata, per approfondire le caratteristiche filologiche, stilistiche, linguistiche di un brano. Una competizione nazionale non è semplice e io cerco sempre autori diversi per una sorta di sfida anche personale, alla ricerca di novità, nuovi saperi, nuovi insegnamenti».
Iodice è un professore giovane, molto curioso e appassionato di un mondo che oggi si vorrebbe mettere all’angolo: « L’Italia corre un rischio enorme. Si vuole copiare il modello anglofono quando ormai sono sempre più evidenti le sue lacune. Una preparazione che mira all’ipertecnicismo non può garatire il successo perchè l’uomo è fatto anche di pensiero. E se il pensiero non è stimolato, l’essere umano è di per sé stesso monco. La cultura classica è costruita sulla parola: ogni parola è come uno scrigno che contiene un tesoro prezioso. Se si ha il possesso di quegli scrigni hai una ricchezza che nessuno potà mai togliere».

Per i suoi studenti Iodice è un "mito" nonostante non gli neghino definizioni poco carine, come "Fuhrer", a causa di una severità che non fa sconti: « A quest’età fare sconti o abbassare la guardia è un errore enorme. I ragazzi devono pretendere da loro stessi, non accontentarsi. Devono usare la testa e usarla al meglio».

Anche davanti a gravi insufficienze, i ragazzi non mollano ma, anzi, reagiscono con grande fermezza: «Non è vero che questa sia una generazione vuota e senza valori. I giovani sono come palazzi: si deve soltanto trovare la porta giusta attraverso cui entrare. Magari non è quella principale, la più vistosa. Magari è una botola nascosta. Sta a noi docenti trovarla e scardinarla: e così ti si apre un mondo infinito. L’importante è ascoltarli: io cerco sempre di capire che tipo di persona ho davanti, quali i suoi ideali, quali pensieri. E in base ai suoi interessi costruisco il piano di studio. L’amore è il motore dell’universo? Allora testi classici di amori impossibili o di storie infinite permetteranno loro di capire di non essere soli con i propri problemi. È la medicina ad appassionare? Allora perchè non approfondire i testi medici del mondo greco o latino. O quelli giuridici, se si è innamorati del diritto? O la musica? Vi assicuro, che la lettura dei classici riesce ad appassionare per tutta la vita, perchè vi si trovano le risposte alla vita reale che si affronta. Io ho adottato un assunto di Plutarco: «I giovani sono come fiaccole da accendere, non sacchi da riempire».

E di fiaccole ne sta accendendo molte. Con la speranza che la sua fiamma non si esaurisca…

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Pubblicato il 26 Aprile 2010
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