Legambiente accelera sul revamping dell’inceneritore: «Quanti ritardi»

L'associazione ambientalista si era schierata, a suo tempo, a favore dell'ammodernamento dell'impianto e ora chiede alla politica di darsi una mossa

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa a firma Andrea Barcucci della sezione bustocca di Legambiente in merito al revamping dell’impianto di termodistruzione di Borsano.

Legambiente Busto Arsizio, quale circolo locale più vicino all’inceneritore di Borsano, esprime la propria delusione per la piega che hanno preso gli avvenimenti, a partire dalle continue perdite di tempo verificatesi.

Rimandare al giorno seguente le decisioni corrette e indispensabili è la specialità di grande parte del mondo politico nazionale. Rimandare al domani è sempre possibile, perché una certezza è che un domani sorgerà ogni ventiquattro ore. I nostri politici apprendono questo teorema da subito e lo mettono in pratica: “Vedremo, faremo, valuteremo, attendiamo”.
Nella pratica del revamping Accam Legambiente Lombardia si è schierata per la messa in sicurezza dell’impianto, allo scopo di migliorarne la funzionalità e farne un punto fermo nella sfida della gestione del ciclo dei rifiuti. I rifiuti sono una grave emergenza quotidiana: rappresentano una voragine di spese economiche e di danni ambientali. Per questo Legambiente non mette la testa sotto terra e da trent’anni studia le migliori soluzioni e premia le migliori pratiche nella loro gestione.

La situazione che si è venuta a creare in seno alla politica delle provincia di Varese e dei comuni dell’Altomilanese farebbe disperare ogni persona di buona volontà. Quello a cui assistiamo è la paralisi dovuta ai due opposti estremismi: uno quello di una città, con le sue amministrazioni recenti, che cerca principalmente di sfruttare elettoralmente l’inceneritore; in questo, supportata massimamente dall’amministrazione provinciale. Per anni hanno tirato in lungo la questione, mentre i rifiuti crescono ogni giorno, senza decidere interventi sostanziali e concreti. Una politica che ha cercato solo di passare le scadenze elettorali senza scontentare nessuno, di fatto scontentando tutti nel rinviare al domani la questione degli impianti di smaltimento.

Dall’altro canto le proteste generiche alla pericolosità dell’inceneritore, assieme a soluzioni miracolose che non esistono. La perdurante protesta senza proposta, la mancanza di istruzione pubblica alle problematiche dei rifiuti: produzione e consumi eccessivi; incapacità di creare una rete di impianti per tutte le tipologie di rifiuto; analisi dei costi pubblici e privati alla dilagante marea di rifiuti. Non è vero che siamo la pattumiera del Varesotto: esistono discariche ovunque, autorizzate e non autorizzate; queste ultime sono centinaia, purtroppo. Esistono centri di recupero di plastica, metalli, vetro, carta.
Infine siamo giunti alla “tagliola dei conti”, quelli che comunque esistono: il bilancio Accam molto negativo; la normativa privatizzata del consorzio Accam; i comuni soci costretti a garantire onerosamente alle banche quanto a loro sarebbe stato dato senza oneri aggiuntivi.
Busto Arsiiziio

Da questa filiera di interessi deviati e di disinteresse collettivo, salvo poi trovare i costi maggiorati nella tassa rifiuti, non resta che chiedere: a chi giova? E’ paradossale la distruzione lenta di un servizio di interesse comune e vicino ai cittadini; la risposta è maggiore privatizzazione, cosicché i politici ignavi se ne lavano le mani? E’ l’incremento dell’incenerimento in altri comuni lombardi, tanto non è vicino ai nostri balconi? Sono le leggi d’emergenze che mettono inceneritori e discariche nelle aree protette e nei parchi nazionali? E’ il ricorso al Bertolaso di turno con supporto dell’esercito? Sono le gare di appalto inesistenti e le trattative private ?

E’ una vergogna dovere constatare che la provincia di Varese non è stata capace neanche di realizzare un impianto di compostaggio; che Busto Arsizio pensi di guadagnare dall’inceneritore per rimettere in piedi le proprie finanze; che la Politica non sappia imporre la propria missione per risolvere i problemi comuni.
Siate ambientalisti e fate la raccolta differenziata al meglio. Unitevi in associazioni ambientali, come lo è Legambiente, e lavoriamo assieme per una nuova ecologia. Insegniamo alla Politica a fare meglio e a non tornare alle emergenze.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 26 Aprile 2010
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