Burocrazia zero e la ferrovia: così il “Made in Italy” sceglie Stabio
E' aperta da due mesi la B&C Swiss, azienda di logistica che porta nel mondo i vestiti dell grandi firme, che ha scelto il piccolo paese del cantone a ridosso del confine italiano pensando a una ferrovia molto attesa
Sono forti di capacità ed esperienza e sono già pronti per il futuro, che per il loro settore si chiama Arcisate – Stabio, o forse sarebbe opportuno dire Lugano- Malpensa per rendere meglio l’idea. E così i due giovani soci della B&C Swiss, Marco Bertola e Maurizio Crivellari, hanno deciso che il futuro della loro neonata azienda di logistica doveva passare da quel piccolo paese sul confine che molti italiani frontalieri conoscono: Stabio, proprio a ridosso del valico di Gaggiolo.
Sulla scelta territoriale ha pesato parecchio il fatto che proprio accanto alla loro sede, due piani da 3200 metri quadrati di logistica e un piano di uffici anche affittabili, passi un “binario industriale” che tra tre anni dovrebbe diventare una ferrovia internazionale, la Lugano – Malpensa appunto. «Conta molto in termini strategici – spiega Crivellari, già supermanager per Avon e Gucci – Questa è una ferrovia che ci auguriamo che negli anni futuri faccia sì che le aziende che si posizionano su questa tratta abbiano una marcia in più per servire il loro clienti».
Tra i clienti della B&C Swiss, di fatto aperta da due mesi, si sono già candidate le più grandi firme della moda italiana: «Noi siamo una azienda di logistica che nasce per il Fashion e la cosmetica, che mette insieme le capacità non solo del Ticino ma di tutta questa parte del Nord Italia per supportare il prodotto» precisa infatti Crivellari, ultima generazione di imprenditori nella logistica lombarda il cui business fa ormai parte di una vera e propria holding. Un lavoro che funziona anche grazie all’esperienza della Bertola, che da molti anni è leader del settore: «Questa azienda nasce dall’idea di una famiglia imprenditrice italiana che ha deciso di spostarsi in Svizzera – spiega Bertola – Ma lo abbiamo fatto solo quando abbiamo trovato un manager che ci piaceva, Crivellari, con cui diventare soci. Questo ci ha fatto decidere, il fatto di conoscere un manager che ci permetteva di sviluppare anche in questo territorio di fare business, riponendo la fiducia per qualcosa di importante».
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