Dove colpiscono i tagli: la manovra punto per punto
Stop ad aumenti di stipendi dei dipendenti pubblici. Taglio per la busta di manager pubblici e ministeri. Risparmio su enti locali e soppressione di mini provincie tra i provvedimenti
Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera alla manovra economica da 24 miliardi di euro in due anni dalla riunione del Consiglio dei ministri. Si va dai tagli ai ministri, alle finestre per la pensione fino ai pedaggi per i raccordi autostradali. La norma prevede inoltre la soppressione delle Province più piccole, cioè quelle sotto i 220.000 abitanti che non confinano con Stati esteri e non ricadono in Regioni a statuto speciale. Ecco punto per punto i tratti salienti.
Pubblica amministrazione e dipendenti pubblici
Stop agli aumenti degli stipendi dei dipendenti pubblici già a partire da quest’anno. Il congelamento vale quattro anni, fino al 2013. Carta elettronica istituzionale per effettuare i pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni.
Confermato per altri due anni lo stop al tur-over dei dipendenti
Magistrati: o stipendio verrà decurtato per il 10% nella parte eccedente gli 80.000 euro. Taglio del 10% anche per i magistrati del Csm.
Manager della pubblica amministrazione: tagli tra il 5 e il 10% degli stipendi oltre i 90.000 e oltre i 130.000 euro.
Insegnanti di sostegno: congelato l’organico. Non ci sarà il blocco del turn over per l’Università.
Ministeri e politica
Ministeri e auto blu: la sforbiciata è del 10% ma su formazione o missioni si arriva al dimezzamento della spesa. Arriva anche un giro di vite sulle auto blu. Saltano dal testo i tagli alla Presidenza del Consiglio e i limiti alla Protezione Civile.
Le riduzioni di spesa che decideranno il Quirinale, il Senato, la Camera e la Corte Costituzionale, nella loro autonomia, serviranno a finanziare la Cassa Integrazione. 
A partire dal 2011 500 milioni di dividendi che arrivano dalle società statali saranno impiegati per la riduzione degli oneri sul debito pubblico
Partiti: cala del 20%, e non viene dimezzato come inizialmente ipotizzato, il contributo per le spese elettorali.
Taglio enti: Verranno soppressi Ipsema, Ispel e Ipost, Isae, l’Ice e l’Ente italiano Montagna. Ridotto inoltre il finanziamento ad altri 72 enti.
Controllo della spesa per farmaci: Acquisti centralizzati per le Asl per trattare meglio il prezzo con i fornitori e interventi sui farmaci con una modifica delle quote di spettanza dei grossisti e dei farmacisti sul prezzo di vendita al pubblico delle specialità medicinali di classe A.
Fisco, pagamenti e pensioni
Pagamenti: tetto a 5.000 euro (e non 7.000 come da prime ipotesi) per i pagamenti in contanti. Obbligo di fattura telematica oltre i 3.000 euro.
Comuni: I comuni che collaboreranno incasseranno il 33% dei tributi statali incassati. –
Roma capitale: Arriva un ‘contributo di soggiornò fino a 10 euro per i turisti negli alberghi di Roma per finanziare ‘Roma Capitalè
Manager: salgono le tasse sulle stock option ma anche sui bonus dei manager e dei banchieri che eccedono il triplo della parte fissa della retribuzione.
Cartelle esattoriali: l’accertamento e l’emissione del ruolo diventano contestuali rendendo più corto il tempo per contestazioni e ricorsi.
Condono edilizio: confermata la sanatoria sugli immobili fantasma. Si ipotizza però un ampliamento di questa norma. Come in tutti i condoni la proposta potrebbe arrivare in Parlamento. La sanatoria andrà fatta entro il 31 dicembre.
Pensioni: rinvio delle finestre per il pensionamento e per il riordino degli enti. La novità è invece l’accelerazione dei tempi per l’aumento dell’età pensionabile a 65 anni per le donne dipendenti del pubblica amministrazione che avverrà a gennaio 2016. Sotto la soglia dell’80% di invalidità nessun beneficio. Previsti anche 200.000 controlli in più.
Niente Irap al Sud: le regioni del Mezzogiorno avranno la possibilità di istituire un tributo proprio sostitutivo dell’Irap per le imprese avviate dopo l’entrata in vigore del dl con l’opportunità di ridurre o azzerare l’Irap.
Tagli a regioni e autonomie territoriali:
Alle Regioni vengono chiesti tagli per oltre 10 miliardi in due anni (2011 e 2012); ai Comuni e Province vengono chiesti risparmi di 1 miliardo e 100 nel 2011 e 2 miliardi e 100 nel 2012.
Le Province con un numero di abitanti inferiori a 220.000, che non confinano con Stati esteri e che non sono nelle regioni a Statuto speciale, saranno soppresse. Il provvedimento verrà preso a partire dalla prossima legislatura provinciale. Le competenze e gli uffici saranno trasferiti ad altre Province.
Trasporti
Pedaggi su raccordi: si inserisce la possibilità di attivare i pedaggi di tratti di strade di connessione con tratti autostradali.
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