La Provincia va in meta con la selezione under 20
Villa Recalcati ha ospitato la presentazione della squadra giovanile che comprenderà giocatori provenienti da tutte le società del territorio. Sarà guidata da John Akurangi, l'All Black che allena il Rugby Varese
Un riassunto in poche mosse sul bello del mondo del rugby. C’è una maglia bianca a bordi rossi che ricorda l’elegante divisa inglese, la volontà di creare un "consorzio" come avviene per le franchige italiane che affrontano per la prima volta la Celtic League, l’orgoglio di portare in campo il nome della propria provincia, esattamente come avviene in certe selezioni dell’emisfero australe, dove la palla ovale è una vera religione.
Tutto ciò però avviene a Varese, terra in cui il rugby ha senz’altro una buona tradizione ma non certo a livello di altre zone d’Italia o d’Europa: Villa Recalcati ha però ospitato stamattina – martedì 19 ottobre – la presentazione di un progetto a livello di under 20 che ha saputo coalizzare le cinque società attive in provincia per la formazione di una selezione di giocatori che possano vestire un’unica maglia al di sopra dei club di appartenenza.
Un esperimento per ora senza eguali in Italia, che inizierà con una serie di allenamenti (un ritrovo al mese nella prima fase) per culminare in primavera con alcune amichevoli di buon livello e un paio di tornei all’estero come quello a sette giocatori di Amsterdam. A guidare il gruppo ci sarà il neozelandese John Akurangi, nuovo coach del Rugby Varese con un passato di altissimo livello visto che ha militato in squadre come lo Stade Francaise e il Leinster. L’idea però è quella di affiancargli di volta in volta qualche tecnico di profilo internazionale, come Federico Fusetti o John Kirwan che l’anno scorso giudò un memorabile allenamento sul campo di Giubiano.
«L’under 20 è un passaggio fondamentale tra il settore giovanile e l’attività senior, quello in cui si formano definitivamente i giocatori – ha spiegato Stefano Malerba, presidente del Varese che è la realtà più storica e numerosa tra quelle in attività – È bello che i vari club abbiamo trovato senza problemi questo accordo che ha la finalità di far crescere il rugby sul territorio e di diffondere i suoi valori. Per questo, pur trattandosi di una selezione, le porte sono aperte a tutti i giocatori di questa fascia di età, senza convocazioni particolari: quando bisognerà giocare saranno fatte alcune scelte anche in relazione agli avversari, ma è giusto dare a tutti la possibilità di allenarsi a buon livello».
L’idea sul medio periodo è quella di poter addirittura disputare un campionato federale con la maglia della Provincia di Varese, ricalcando la formula di quelle selezioni ad inviti (la squadra più famosa in questo senso sono i Barbarians) in cui i giocatori vestono la stessa casacca ma mantengono le calze del club d’origine. Un’idea attualmente poco percorribile a livello di regolamenti che però, se le proposte sono buone, non sono certo intoccabili.
E così, oltre a Malerba, va registrato il parere entusiasta di Paolo Carbone, presidente del Tradate, altra relatà che ha ormai una certa esperienza sui campi della palla ovale. E naturalmente la stessa spinta viene da quelle società nate da poco ma già attive e in grado di contribuire con qualche giocatore al progetto: parliami del Busto Rugby presieduto da Anna Garavaglia, dai Sabres di Sesto rappresentati dal capitano Rhys Berry (un giovane gallese cresciuto anche sportivamente in Italia) e dagli Unni Valcuvia di Cecco Lenotti, sportivo poliedrico che ha lavorato da preparatore con i Roosters di basket e con la barca +39 di Coppa America ma che ora è coinvolto mani e piedi nell’avventura rugbistica.
«Sono orgoglioso di essere stato chiamato a guidare questa esperienza, che richiama quelle delle "province" e dei "territori" attive in Oceania o Sudafrica» spiega coach Akurangi accompagnato da Francesco Pierantozzi, giornalista, ex giocatore, sempre attento alle vicende ovali varesine. «Il futuro del rugby italiano passa anche da questi progetti che inoltre aiutano a superare un momento economico difficile: ora sta a noi alzare l’asticella delle difficoltà e riuscire a fare un buon lavoro».
Frase "benedetta" dall’assessore provinciale Giuseppe De Bernardi Martignoni, che ha fatto gli onori di casa ricordando il sostegno di Villa Recalcati verso quelle discipline emergenti e in cerca di promozione. La selezione si dovrebbe allenare, a rotazione, sui diversi campi delle società coinvolte: un’altra bella idea, anche necessaria in attesa di quella cittadella pensata a San Fermo che, con una squadra simile, sarebbe l’ideale.
Rugby – I risultati dell’ultimo turno
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