Pasticcio sullo sportello antistalking
Atti amministrativi sbagliati, il comune sta riesaminando tutto
Lo sportello antistalinkg del comune di Varese e della provincia (annunciato in campagna elettorale ma non ancora partito, anche se dovrebbero mancare pochi giorni all’inizio) non ha tutte le carte a posto. In particolare, per quanto riguarda il comune, va rifatta, quantomeno, una determinazione dirigenziale (che a tutt’oggi manca) per normalizzarlo dal punto di vista amministrativo. In questo momento, il contratto firmato tra i dirigenti di comune e provincia, e la associazione a cui è stato affidato il servizio (la Aipc di Roma), ha la validità di un contratto tra privati e non è sufficiente ad autorizzare il pagamento, da parte di enti pubblici, delle cifre stanziate per un anno di appalto, ovvero 5900 euro (comune) e 9mila euro (provincia).
Lo ha scoperto il consigliere comunale Angelo Zappoli che, visionando la documentazione agli atti, ha trovato qualche inciampo sul percorso amministrativo. Le obiezioni del consigliere, a quanto pare, sono fondate, tanto che gli uffici, in questi giorni, hanno di fatto ritirato tutte le carte per rifare la procedura.
Zappoli, consigliere di opposizione vicino a Nichi Vendola, ha anche divulgato un comunicato stampa per contestare le modalità con cui sono state avviate le procedure dagli assessori Fabio D’Aula per il comune e Rienzo Azzi per la provincia, parlando senza mezzi di termini di “marchetta elettorale”, ma c’è anche un giallo da chiarire: è vero che i volontari reclutati da Aipc per aiutare le donne a superare lo stalking, in caso di recesso, dovrebbero pagare dei danni, possibile?
Il sindaco Fontana non ha seguito la procedura direttamente. L’assessore D’Aula specifica da parte sua che l’associazione scelta ha tutte le carte in regola per occuparsi di stalking e che la parte amministrativa non consta alla parte politica. Annuncia inoltre che potrebbe adire alle vie legali per alcune frasi del comunicato di Zappoli. Per chiarire tutti questi aspetti abbiamo provato a contattare la Aicp ma i responsabili, a Roma, non erano in sede. Ci hanno risposto dal centralino, abbiamo lasciato un numero, richiameranno.
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