Nella Cimberio non funziona nulla
Palle perse a ripetizione, scarsa precisione al tiro mentre Cremona si esalta in campo aperto. Serata da dimenticare presto
C’è poco da mettere sotto il microscopio questa volta, nell’analizzare la prestazione della Cimberio a Cremona. Le pecche tattiche, atletiche e mentali di Varese si vedono a occhio nudo come dimostrano il racconto del match e le parole di Recalcati. I biancorossi tornano a casa con tanto rammarico e pure in leggero ritardo, visto che il pullman ci mette dieci minuti buoni a lasciare il palasport perché bloccato da una vettura mal parcheggiata.
LA STATISTICA – Non guardiamo ai numeri di fine partita, gonfiati da canestri facili e a giochi già fatti da tanto tempo. Fermiamoci invece all’intervallo quando Varese è già sotto 47-29 con l’impressione che, per come si erano messe le cose, il punteggio fosse addirittura benevolo. Dopo 20’ il tabellino nel tiro da tre biancorossi segnalava un desolante 2/10 con 12 palle perse a segnalare che la serata sarebbe stata di passione pura. Alla fine i possessi regalati a Cremona saranno ben 25 e forse è quello il numero che meglio fotografa la sconfitta.
IL DUELLO – Difficile scegliere un confronto diretto tra i giocatori in campo, quando la bilancia pende tutta dalla parte dei biancoazzurri di Mahoric. Ci sarebbe un tentativo di Righetti su Drozdov, o qualche sportellata tra Milic e la coppia Fajardo-Kangur ma Varese va sotto su ogni accoppiamento, salvo quello del calore dei tifosi. Ma questi ultimi purtroppo, non hanno la possibilità di fare canestro.
L’AZIONE – In una delle rare volte in cui Varese arriva con un passaggio facile sotto canestro, ecco che Rowland stoppa Fajardo da dietro. Il play di casa lancia Foster in contropiede che lascia la palla dietro alla propria schiena quando vede arrivare Sekulic, il quale evita gli “zompi” dello spagnolo e di Slay e va a segnare il 40-16. E al termine della sofferenza mancano ancora 24 eterni minuti.
MVP – Andiamo dal già citato BLAGOTA SEKULIC, giocatore dal buon curriculum ma poco conosciuto al pubblico italiano che mette insieme cifre da NBA. Non sbaglia (7/7 da 2, 4/5 ai liberi), fa 18 punti in 26’ e li condisce con 6 rimbalzi e cinque palle recuperate, portando a spasso il settore lunghi di Recalcati.
PAGELLIAMO – Goss 4 (Si dice abbia letto d’un fiato il “Manuale del pessimo playmaker”); Rannikko 4,5 (Il “Manuale” di cui sopra arriva dalla biblioteca del finlandese. Entrambi "arrotondano" le cifre nel finale); Righetti 5 (Qualche minimissimo barlume di basket lo mostra); Galanda 4 (Fa più falli che respiri; sembra il fratello scarso di capitan Gek); Thomas 4 (Poche idee e polveri bagnate. Inguardabile); Kangur 5 (Ha l’attenuante dei recenti problemi fisici); Fajardo 5,5 (Prova a dare qualcosina ma ha il deserto attorno); Slay 4,5 (Cucina un boccone d’arrosto mandando a fuoco l’intera cucina).
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