Legambiente: ma ai pendolari chi pensa?

Secondo l'organizzazione gli aumenti tariffari annunciati dalla regione sono intollerabili. e tutto va a discapito di chi usa i treno ogni giorno. Martedì 14 dicembre la presentazione del documentario "Pendolaria 2010"

Riceviamo e pubblichiamo

Eccessivi e intollerabili gli aumenti tariffari (tra il 25 e il 30%) annunciati da Regione Lombardia per gli utenti del trasporto pubblico: per Legambiente la conseguenza inevitabile di questa scelta sarà una fuga dell’utenza a tutto beneficio dell’automobile. Le Regioni vicine alla Lombardia invece sembra siano riuscite a ridurre al minimo i disagi provocati dai tagli della Finanziaria. Il Veneto non opera tagli, ma solo un modesto incremento tariffario, il Piemonte né tagli né aumenti tariffari. Solo l’Emilia Romagna si comporta in modo simile alla Lombardia, praticando tagli alle sole autolinee (del resto anche lì, similmente alla Lombardia, la Regione esercita un controllo sulla società ferroviaria, l’emiliana Fer) ed aumenti alle tariffe, ma con effetti molto più contenuti sugli abbonamenti. Scelte differenti che faranno della Lombardia la regione con le tariffe più costose, mentre altre regioni hanno riconosciuto una priorità al trasporto pubblico, decidendo di far pesare i tagli su altri capitoli di spesa regionale.
Ma curiosamente la Regione non bada a spese se si tratta di potenziare il collegamento ferroviario per la ‘sua’ Malpensa, l’aeroporto più coccolato d’Europa: infatti con il nuovo orario raddoppieranno, da 68 a 130, le corse giornaliere Milano – Malpensa, con 79 corse da Cadorna e 51 da Centrale. Complessivamente quasi un milione e mezzo di km/treno all’anno per un costo di 42 milioni di euro. “Mentre i pendolari viaggeranno stipati su treni vecchi e insufficienti – rileva Dario Balotta, esperto di trasporti di Legambiente Lombardia – i viaggiatori diretti a Malpensa disporranno di oltre 16 milioni di posti a sedere all’anno: un numero 11 volte superiore ai passeggeri che hanno raggiunto Malpensa in treno nel 2009! Una capacità spropositata sia perché non è prevista una consistente crescita del traffico di trasporto aereo, sia perché la ferrovia non collega il Terminal 2 da cui partono i sempre più numerosi low cost”.
Balotta ha così pronta una soluzione per risparmiare soldi e ridurre il sacrificio per i pendolari: “Accorpando i collegamenti aeroportuali in uno solo con partenza da Centrale, si farebbero viaggiare treni più carichi per Malpensa, si potrebbero mettere molti treni a disposizione delle linee pendolari e verrebbero ridotti i costi”. Si tratterebbe di un risparmio non trascurabile, ben 24,5 milioni di euro, equivalente al 60% del taglio di fondi per le autolinee, o abbastanza per contenere gli aumenti alle tariffe dei pendolari entro un ragionevole 5%.

“Anche a costo di apparire obsoleti, continuiamo a pensare che la massa dei pendolari continuerà ad usare i mezzi terrestri e non gli aerei per la mobilità casa-lavoro, e che non si possa chiedere ai viaggiatori di essere martiri di disservizi e disagi su treni e bus di linea – dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia – la Regione sbaglia priorità se pensa di scaricare sul trasporto pubblico gli effetti della crisi: otterrà solo più congestione, più inquinamento, più tempo perso negli spostamenti, peggior qualità della vita. In una parola, una regione che funzionerà peggio, nel suo complesso”.

Legambiente presenterà a Milano ‘Pendolaria 2010’: il rapporto annuale sullo stato del trasporto pendolare nelle regioni italiane. L’appuntamento è per martedì 14 Dicembre alle ore 10, Sala Convegni CISL Lombardia – Via A. Tadino 23. Previsti, tra gli altri, interventi di Vincenzo Soprano, AD di Trenitalia, Giuseppe Arena, presidente della privata Arenaways, assessori ai trasporti di Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Puglia, nonché di rappresentanti di sindacati e associazioni di pendolari lombarde e piemontesi.

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Pubblicato il 12 Dicembre 2010
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