Sei mesi di botte, minacce e pedinamenti: parla il medico Cozzi
Nel processo a carico di Pasquale Santomauro, accusato di aver orchestrato nel 2007 sei mesi di vessazioni ai danni Ernesto Cozzi, il medico bustocco picchiato nel suo studio davanti ai pazienti
Ernesto Cozzi ha raccontato quei mesi d’inferno al collegio giudicante presieduto da Toni Adet Novik questa mattina, nell’aula Falcone e Borsellino del tribunale di Busto Arsizio. Da aprile a ottobre 2007 ne ha dovute subire di tutti i colori, compresi due pestaggi ma anche minacce telefoniche, bottiglie incendiarie, pedinamenti e anche una rapina. Il principale imputato del processo è Pasquale Santomauro imprenditore milanese 73enne (anch’egli presente in aula questa mattina), considerato dal pm Roberta Colangelo il mandante dei pestaggi nei confronti del medico sinaghino convinto di essere tradito dalla sua compagna di allora, una 40enne di Castellanza alla quale era legato sentimentalmente ma non sposato.
«Ricevevo telefonate ad ogni ora – racconta il medico – una voce mi diceva: ti sei scopato la donna del capo, devi pagare». Poi racconta quei mesi tra il primo episodio e gli arresti eseguiti dalla Polizia di Busto Arsizio, la prima avvenuta sotto casa il 4 aprile del 2007: ad agire due energumeni che lo presero a pugni, portandogli via la borsa poi ritrovata a poca distanza. Dopo quella misteriosa aggressione seguirono telefonate e messaggi anonimi di avvertimento che "invitavano" energicamente il Cozzi ad astenersi dal frequentare una certa signora di sua conoscenza, visto che "tanto sapevano tutto". La Polizia, intanto, iniziava appostamenti e controlli e i familiari del medico bustocco davano indicazioni su alcune persone e automobili sospette. Alle forze dell’ordine ci volle non poco anche per capire chi fosse la donna di cui si parlava nelle telefonate, a sua volta vittima nella vicenda.Si trattava di A.M., una quarantenne con una casa a Castellanza, non sposata ma legata da molti anni a Pasquale Santomauro, 70enne industriale di Pessano con Bornago conoscente indiretto di Cozzi.
A far montare la gelosia del Santomauro era Marcello Genevois, titolare di un’agenzia di investigazioni con sede nel Comasco cui l’uomo si era rivolto: sfruttandone i sentimenti per spillargli quattrini, M.G. gli trasmetteva messaggi inventati al fine di montare i sospetti contro Cozzi e a confermare una "storia" inesistente con la compagna.
Col passare delle settimane gli atti intimidatori diventavano sempre più gravi e preoccupanti, con l’incendio tramite bottiglie molotov della tintoria del suocero di Cozzi, episodio poi ripetuto ancora in autunno. Ma l’episodio più grave era il brutale pestaggio avvenuto il 4 ottobre sempre del 2007 addirittura all’interno dell’ambulatorio medico del dottor Cozzi in vicolo Curtatone a Sacconago. Fabrizio Gugliotta, Giovanni Di Pilato, Alessandro Crisci, Alessio Ferrari, Vincenzo Canazzo, Marcello Genevois, Gabriele Santomauro, figlio di Pasquale, sono tutti a processo insieme a Santomauro accusati a vario titolo di aver in qualche modo collaborato a mettere in atto le minacce e le lesioni aggravate nei confronti del medico.
Dopo quegli arresti, conferma Cozzi in aula, le intimidazioni si sono placate e l’uomo è potuto tornare ad una vita normale. In mattinata sono stati ascoltati anche due pazienti di Cozzi, presenti nello studio e nei pressi dello stesso durante l’aggressione: una di loro, in particolare, ha confermato la versione data a suo tempo riconoscendo anche uno dei tre presunti aggressori. Nella prossima udienza verrà ascoltata anche la moglie di Ernesto Cozzi.
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