Sputi e insulti razzisti ad Abiola Wabara
I fatti nel corso della partita di playoff di pallacanestro femminile. Il presidente della Federbasket Meneghin: “Sono dei mentecatti”
Abiola Wabara, giocatrice di origini nigeriane della Geas Sesto San Giovanni è stata presa di mira da sputi e insulti razzisti nel corso di una partita da basket. Il fatto è avvenuto ieri sera, 6 aprile nel corso del match contro la Comense a Casnate, nel Comasco, in una partita dei playoff di pallacanestro femminile, serie A1. Nel mirino degli ultrà, una dozzina di persone in tutto, sono finite un po’ tutte le giocatrici ospiti, ma soprattutto l’atleta di colore. Nonostante questo, la partita è arrivata a conclusione, con la vittoria delle ospiti. Il fatto è stato denunciato oggi pomeriggio sul sito della Geas. A fine gara, vinta dalle ospiti, i dirigenti della società di Sesto hanno trattenuto la comprensibile reazione dell’atleta. «Gli insulti da parte dei tifosi purtroppo fanno parte del gioco – commenta la giocatrice sul sito della società – dobbiamo fingere di non sentirli e andare avanti. Quando però mi sono sentita chiamare scimmia non ho potuto restare indifferente. Mi spiace per il tentativo di reazione ma queste cose non devono succedere, mai. A tutto c’è un limite».
Il presidente della Federbasket (Fip), Dino Meneghin, attraverso una nota esprime tutta la propria solidarietà all’atleta azzurra e della Bracco Sesto S. Giovanni Abiola Wabara. Meneghin ha sentito telefonicamente la giocatrice e l’ha invitata a non demoralizzarsi per l’accaduto e a continuare a giocare a testa alta. «Abiola è una delle nostre migliori giocatrici di interesse nazionale – ha affermato Meneghin- e solo dei mentecatti possono rovinare uno spettacolo sportivo come sono i playoff» . Sicuramente non fanno parte del pubblico abituale della Pool Comense e della pallacanestro in generale. Il basket è sempre stato caratterizzato dalla multirazzialità e i giocatori stranieri e di altre etnie hanno, nel tempo, permesso al nostro sport di crescere e di affermarsi. Mi auguro che sia un caso isolato ed esprimo tutta la solidarietà mia personale e di tutta la federazione ad Abiola».
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